Annientare ancora prima di punire. Toghe zelanti vs Farina

Poco, troppo poco si dice di un articolo fra i più vergognosi della Finanziaria: quello che prevede la trasformazione in contratti a tempo indeterminato dei contratti a termine nella Pubblica Amministrazione, allargando tale possibilità anche agli Enti locali. Primo: è anticostituzionale dal momento che la Costituzione sancisce che in Pubblica Amministrazione si entra solo per concorso specifico. Secondo: avrebbero la possibilità di entrare di ruolo non solo coloro che hanno sostenuto concorsi per posti a termine (cosa che, ripeto, comunque è anticostituzionale), ma addirittura anche coloro che lavorano in un Ente locale non per avere superato un qualche tipo di concorso, ma perché sono stati assunti con contratti legati alla durata del mandato del Sindaco o di un Presidente della Provincia. Terzo: i requisiti per la trasformazione (legati essenzialmente all’aver già svolto un periodo di lavoro in Pa) fanno sì che non tutti i precari verranno assunti. Dedicate spazio anche a questa vergogna.
Isabella Elli via internet
Conoscevamo una Elli, 45 anni fa, ma si chiamava Luisella e aveva i capelli raccolti in un’unica treccia lunga lunga. Conosciamo Prodi e la sua lunga lunga treccia di ascari. Gli dedicheremo senz’altro spazio, anche perché questa dev’essere quella parte di compiega Finanziaria che va sotto il capitolo “Sviluppo”. Ovvero il trasferimento dell’introito delle 69 nuove tasse allo sviluppo della rete clientelare che dovrebbe garantire al governo Prodi il penitenziario sociale e la condanna a morte dell’economia italiana nel giro di tre anni.

Ho letto con un certo sollievo l’intervista a Nicola Albertella. Una bella ventata di aria fresca. È interessante che qualche giovane sindacalista di base inizi finalmente a capire che i suoi generosi propositi, gli ideali, la lotta per un mondo migliore, oggi non servano a niente altro che a nutrire la macchina di un vero e proprio partito-Stato. Chi ci crede per davvero, anche all’interno del sindacato, che la Cgil sia al servizio dei lavoratori? Il boom delle tessere sappiamo a cosa corrisponde: ai pensionati e alle rendite di posizione di un funzionariato il cui unico lavoro è il controllo politico del territorio. Per fortuna, dal primo ottobre scorso sono in pensione. Solo la salute mi ha negato quota quarant’anni di anzianità. Devo dire che le mie previsioni più temerarie sono state superate dalla realtà. I comunisti, con il gioco delle minoranze dominanti, nel quale, va detto, sono maestri, non solo sono riusciti a condizionare Cgil e Ds, ma perfino Romano Prodi, loro ostaggio. L’elenco dei sindacalisti con posti chiave o di rilievo nel centrosinistra è più che una lottizzazione. Hanno fatto quello che non riuscì a Mussolini dopo il delitto Matteotti. «Avrei potuto fare di questa aula sorda e grigia un bivacco dei miei manipoli». Ciò che non riuscì al fascio littorio, è riuscito alla Cgil. E non solo perché la Cgil occupa oggi ogni piega di governo e sottogoverno. Ma perché la Cgil rappresenta l’anima più coerente e autentica di questo governo. In effetti, manca solo una firma in calce alla Finanziaria del povero Tommaso Padoa-Schioppa. Quella di noi, manipoli di Epifani.
Bruno Crespi Pensionato dal
1° ottobre 2006, per trentadue anni e sei mesi dirigente Cgil in Lombardia

Mi pare che Renato Farina sia messo male se è vero che, come leggo nel comunicato dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia diffuso il 30 ottobre, adesso la magistratura ordinaria interviene direttamente sull’Ordine Nazionale per chiedere la radiazione perpetua del giornalista di Libero. Leggo infatti che la sospensione di 12 mesi inflitta a Farina è stata impugnata dalla Procura generale della Repubblica, che chiede di porre «rimedio a quanto il Consiglio territoriale non ha avuto la “forza” numerica di fare». Cosa ne pensa?
Paolo Macris via internet
Penso che l’abbia spuntata il ricorso in tribunale del (loro) Segretario Generale Sindacale Paolo Serventi Longhi, al quale ci permettiamo di augurare di trovarsi in quelle determinate circostanze per cui, come già abbiamo scritto, egli possa finalmente giungere alla piena e serena consapevolezza che tutti gli uomini sono puliti. Penso che a questo punto la Procura Generale dovrebbe avere la coerenza di chiedere lo scioglimento dell’Ordine dei Giornalisti e di tutti gli Ordini professionali. Penso, inoltre, che Procure e Segretari Generali dovrebbero chiedere al governo il varo immediato di una legge sulla responsabilità civile dei magistrati, ponendo così rimedio alla legge Vassalli che nel 1988 scippò il referendum del 1987 in cui oltre l’80 per cento degli italiani espresse la volontà di chiamare a rispondere, ad esempio, i giudici che emanano mandati di cattura clamorosamente sbagliati a causa di omonimie non controllate, o che, in base a vaghi sospetti, mettono a repentaglio i più elementari diritti dei cittadini. Penso, infine, che sarebbe bello sapere da tanti illustri colleghi dei grandi quotidiani che cosa si prova a lavorare così eroicamente indisturbati fianco a fianco delle Procure, di quella di Milano e di tutte quelle site in territorio italiano (escluse, ovviamente, quelle site nei territori, nelle imprese, nelle banche, nei partiti, nelle amministrazioni, dove non succede mai niente, o succede estero su estero, o succede splendido splendente, riflettente cioè gli orientamenti politici della stessa magistratura), avendo in tal modo inaugurato la nuova ed eroica stagione professionale del “magistralista”. A tali penne rosse, bianche e gialle, ci piacerebbe domandare se ritengano una cosa giusta e sensata la radiazione perpetua di un collega che sbaglia. A fronte di chi, per grazia ricevuta, non riceve che scoop.

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