Antichi riti che vivono in Sardegna

Di Inversetti Elena
05 Aprile 2007

C’è un posto dove la Pasqua viene festeggiata più del Natale. Sa Pasca manna, la Pasqua grande, si chiama. Paschixedda, piccola Pasqua, invece, si dice per il Natale. Siamo in Sardegna. Terra dalle antiche tradizioni, che si rivelano nelle celebrazioni dei riti pasquali. Che ogni anno animano la Settimana Santa, declinandosi in modo assai caratteristico in particolare in alcune città, grazie alle congregazioni religiose delle confraternite. Come ad Alghero dove i riti affondano le proprie radici alla fine del XVI secolo. Qui la Confraternita di Nostra Signora della Misericordia costruì l’oratorio della Misericordia dove oggi è custodita la statua seicentesca del Crocifisso ligneo protagonista della sacra rappresentazione del Desclavament, la deposizione di Cristo dalla croce il Venerdì santo. Un altro momento corale molto sentito, testimone di quel misto di influenze autoctone e iberiche che caratterizzano l’isola, è il rito del s’Incontru, l’Incontro che ha luogo il giorno di Pasqua: due processioni recanti l’una la statua del Cristo Risorto e l’altra della Madonna, riccamente addobbate come quelle di Cagliari. Ma numerosi sono gli altri luoghi che, non solo grazie alle bellezze paesaggistiche e artistiche, richiamano turisti fuori dalla stagione estiva: Iglesias, Oliena, Castelsardo, Orosei, Cuglieri, Scano di Montiferro e Santulussurgiu, un membro della cui Confraternita del Rosario così sintetizza il senso di queste celebrazioni pasquali: «Senza la tradizione alla nostra comunità mancherebbe l’identità. Siamo i custodi della tradizione, perché la conservazione dei riti vince la corrosione del tempo». Per maggiori info è attivo il Contact Center “Bes”, numero verde 800881188.

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