AntiMoratti, la sinistra a rotoli
Sabato 18 febbraio è stata organizzata a Milano la manifestazione “Un rotolo per la scuola pubblica”. Diverse associazioni di sinistra lamentano che «la recente finanziaria ha ulteriormente tagliato i fondi (-40 per cento solo quest’anno, -50 rispetto allo scorso anno) per il normale funzionamento delle scuole pubbliche statali. Mancano i soldi per la didattica, per il sapone, per la raccolta rifiuti, per le supplenze, per le fotocopie, per la carta igienica». Si denuncia anche il fatto che «alle scuole private l’ultima finanziaria regala 157 milioni di euro per i buoni scuola». Ecco il motivo di un’iniziativa che «non è uno scherzo goliardico» ma vuole sensibilizzare l’opinione pubblica e «denunciare un pericoloso punto di non ritorno in cui Governo e la ministra Moratti hanno portato il sistema di istruzione del nostro Paese».
I dati e le asserzioni presentati sono falsi e tendenziosi. I tagli che sono stati fatti non riguardano solo la scuola, ma tutta la pubblica amministrazione e rientrano nella logica di una lotta agli sprechi. Per quel che riguarda la scuola nessuna riduzione economica è avvenuta sull’aspetto didattico ed educativo. Anzi, la spesa complessiva per l’istruzione statale è cresciuta in quattro anni di 4.903 milioni di euro (+13,7%). La scuola non statale non riceve finanziamenti diretti, salvo i casi delle parifiche (scuole elementari) e delle convenzioni (scuole dell’infanzia). Questi casi fanno risparmiare allo Stato cifre sostanziose, perché il contributo statale è nettamente inferiore al costo che avrebbero le stesse classi se fossero gestite direttamente dallo Stato. I finanziamenti che vengono forniti dallo Stato alle famiglie che hanno figli nelle scuole paritarie non rientrano nei finanziamenti destinati al Miur, ma appartengono al capitolo di spesa del welfare. Inoltre, le cifre sono risibili (circa 200 euro l’anno pro capite): allo Stato costerebbe molto di più istituire scuole e classi per quegli allievi che ora frequentano a proprie spese scuole paritarie.
La battuta da caserma su quale uso debbano allora fare i manifestanti di quei rotoli, la lasciamo a chi legge.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!