Per Antonio Di Pietro «non è degno del Parlamento criminalizzare i giudici». Viceversa, invece, è perfetto

´ «E l’università della capitale, dimentica che negli atenei nessuna autorità estranea, nemmeno i tedeschi, aveva messo piede, invita Ratzinger», dice Rossana Rossanda al Manifesto (16 gennaio).
La povera Rossanda confonde un’invasione con un invito: mica ci veniva con le guardie svizzere, Benedetto XVI.
´ «Mercoledì sera in un hotel di via Nazionale si sono ritrovati i fedelissimi di Fassino», dice una noticina della Stampa (18 gennaio).
Si dice che il manager dell’albergo abbia detto all’ex segretario dei Ds che non c’era posto, e lui abbia risposto: «Guardi che a noi ci basta anche la stanza della toilette».
´ «Mi sembra che per una persona chiamata “filosofo” usare questi termini e dire cretini ad un gruppo di professori sia dequalificante», dice Carlo Bernardini alla Repubblica (18 gennaio).
Cacciari ha sbagliato a dare dei “cretini” ai 67 anti-Papa della Sapienza? Meglio imbecilli? Scemi? Rimbambiti?
´ «Se la magistratura accerterà che in alcuni o molti ospedali della Campania la nomina dei medici primari avveniva sulla base di decisioni politiche che non avevano nulla a che fare con valutazioni scientifiche e professionali, vuol dire che ci troviamo di fronte a uno scandalo di proporzioni gigantesche», dice il commento di Liberazione (17 gennaio).
Veramente uno scandalo di proporzioni gigantesche: noi pensavamo sinceramente che certe cose avvenissero solo in posti come la Svizzera.
´ «Augh! Augh! Augh!», dicono un centinaio di studenti della Sapienza alla Repubblica (16 gennaio).
Ecco una efficace sintesi del pensiero che la lettera dei “67 docenti” vuol difendere contro le ingerenze clericali.
´ «In un paese normale se la moglie del ministro della Giustizia viene messa agli arresti domiciliari sulla base dell’accusa (tutta da provare) di concussione, il ministro della Giustizia presenta le dimissioni in Parlamento», dice Antonio Padellaro sull’Unità (17 gennaio).
In quel paese normale di cui parla Padellaro, uno come Mastella ha fatto politica per trent’anni senza incidenti giudiziari. Poi è diventato guardasigilli ed è finito sotto accusa da parte di tre, quattro procure.
´ «Non è degno di un Parlamento criminalizzare i magistrati», dice Antonio Di Pietro sulla Repubblica (17 gennaio).
Viceversa, invece, è perfetto.
´ «L’esasperazione dei meno dotati di razionalità fra quanti (come noi) non accettano la “reconquista” religiosa della società civile», dice Federico Orlando su Europa (17 gennaio).
Meno dotati di razionalità di Orlando? Verso l’infinitesimamente piccolo?
´ “Sparare a zero su Bassolino”, dice un titolo dell’Unità riferendosi a una delle accuse dei pm campani a Clemente Mastella (17 gennaio).
Se sparare a zero su Bassolino diventa indizio di reato, prepariamoci a indagare sul 95-97 per cento della popolazione italiana.
´ “Prodi indignato: ‘Basta con Guelfi contro Ghibellini'”, dice un titolo dell’Unità (16 gennaio).
Basta con Guelfi contro Ghibellini? Solo Ghibellini contro Guelfi?
´ «Ora viviamo in un mondo in cui non c’è il comunismo e non c’è la fisica», dice Marcello Cini al Corriere della Sera (16 gennaio).
Né leninismo, né galileismo, resta solo il becero ideologismo di Cini, ossia il cinismo.
´ «Non la considero la scelta giusta: non mi piace l’idea che chi ha i soldi può entrare e chi non li ha resta fuori», dice Walter Veltroni alla Repubblica, criticando Letizia Moratti (15 gennaio).
D’altra parte, Milano è una città del cavolo, ha tutti quei bei corsi d’acqua, dai Navigli all’Olona, e non vi ha organizzato intorno neanche un campo rom.
´ «Sostengo lo sforzo che si sta facendo per una legge elettorale», dice Romano Prodi alla Stampa (15 gennaio).
Sì, come la corda sostiene l’impiccato.
´ «Ma la cosa cui teneva molto Veltroni è chiarire che i nanetti non parlano a nome di Prodi», dice Amedeo La Mattina sulla Stampa (15 gennaio).
Prodi non è un nanetto, è un nanone?
´ «Di certo cose del genere non fanno bene alla magistratura. Ma neanche alla politica», dice Gerardo D’Ambrosio alla Stampa (17 gennaio).
E per sentirsi fare considerazioni di questo tipo che i Ds hanno preso D’Ambrosio dalla panchina al parco dove si trovava e lo hanno portato a Montecitorio?

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