Apologia del caro, vecchio senatore a vita
Oggi dirò qualcosa di sinistra. Per cui se avete dei problemi cambiate canale. Ho più volte sostenuto che il nuovo che avanza nel calcio è vecchio. L’ultimo esempio è la rielezione di Cesare Gussoni a presidente dell’Associazione italiana arbitri. Degnissima persona, ma c’era vent’anni fa e c’è di nuovo ora. In vent’anni non si è prodotto un dirigente capace e bisogna ricorrere a un ultrasettantenne. Però, come dice Michel Platini, candidato alla presidenza dell’Uefa (forza Michel, sei tutti noi; comunque sei me), non c’è scandalo nella democrazia. Se la legge te lo consente, ti presenti, prendi i voti, vieni eletto, governi. E allora ecco la cosa di sinistra (che è anche di destra, perché a parti rovesciate ci sarebbe lo stesso teatrino). Mi dispiace, ma dovevate pensarci prima ai senatori a vita. Dovevate fare una bella legge che dicesse: vi facciamo senatori a vita, però vi prendete i benefit e state schisci; potete votare solo sul decreto che autorizza la coltivazione del lime dei Carabi in provincia di Matera e non sulla Finanziaria.
Ve ne accorgete solo ora, dei senatori a vita? Scusate la defezione, ma non vi seguo. Romano Prodi governa anche perché il Berlusca (auguri, a proposito) non ci prende più da un anno. Questa è l’amara verità. Basta vedere il Milan, tenuto in piedi da Paolo Maldini. Un senatore a vita.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!