Apologia del caro, vecchio senatore a vita

Di Fred Perri
30 Novembre 2006

Oggi dirò qualcosa di sinistra. Per cui se avete dei problemi cambiate canale. Ho più volte sostenuto che il nuovo che avanza nel calcio è vecchio. L’ultimo esempio è la rielezione di Cesare Gussoni a presidente dell’Associazione italiana arbitri. Degnissima persona, ma c’era vent’anni fa e c’è di nuovo ora. In vent’anni non si è prodotto un dirigente capace e bisogna ricorrere a un ultrasettantenne. Però, come dice Michel Platini, candidato alla presidenza dell’Uefa (forza Michel, sei tutti noi; comunque sei me), non c’è scandalo nella democrazia. Se la legge te lo consente, ti presenti, prendi i voti, vieni eletto, governi. E allora ecco la cosa di sinistra (che è anche di destra, perché a parti rovesciate ci sarebbe lo stesso teatrino). Mi dispiace, ma dovevate pensarci prima ai senatori a vita. Dovevate fare una bella legge che dicesse: vi facciamo senatori a vita, però vi prendete i benefit e state schisci; potete votare solo sul decreto che autorizza la coltivazione del lime dei Carabi in provincia di Matera e non sulla Finanziaria.
Ve ne accorgete solo ora, dei senatori a vita? Scusate la defezione, ma non vi seguo. Romano Prodi governa anche perché il Berlusca (auguri, a proposito) non ci prende più da un anno. Questa è l’amara verità. Basta vedere il Milan, tenuto in piedi da Paolo Maldini. Un senatore a vita.

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