Applicate (fino in fondo) la 194

Di Persico Roberto
21 Novembre 2002
“Dossier annuale del Movimento per la vita”

In sintonia con il clima cordiale dell’evento, tutto teso a sottolineare l’ormai consolidata riconciliazione fra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica, Giovanni Paolo II di fronte al Parlamento ha scelto di accennare alla questione dell’aborto con la massima discrezione. Si è limitato a un garbato accenno «alla crisi delle nascite, al declino demografico e all’invecchiamento della popolazione». Un fatto gravido di conseguenze negative che «stimola – anzi, oso dire, obbliga – i cittadini ad un impegno responsabile e convergente, per favorire una netta inversione di tendenza». «Il contributo che la Chiesa offre alla costruzione di una mentalità e di una cultura all’interno delle quali questa inversione di tendenza diventi possibile» ha proseguito, sono «l’azione pastorale a favore della famiglia e dell’accoglienza della vita, e più in generale di un’esistenza aperta alla logica del dono di sé». Non è più tempo di scontri frontali. A quasi un quarto di secolo dall’entrata in vigore della legge 194 forse è giunto il tempo in cui se ne possa discutere serenamente, spente le furenti battaglie ideologiche che ne segnarono l’introduzione. È la prospettiva da cui muove anche il “Quinto rapporto al Parlamento sulla prevenzione dell’aborto volontario”, redatto da centinaia di volontari del Movimento per la vita coordinati dall’onorevole Casini. La loro tesi è molto semplice. La 194 afferma, al primo comma dell’articolo 1, il «valore sociale della maternità» e la «tutela della vita umana fin dal suo inizio». Fino a ora tali affermazioni sono state sostanzialmente disattese. Si tratta quindi di applicare fino in fondo la legge, dando attuazione al compito che essa stessa affida ai consultori: «promuovere ogni opportuno intervento atto a sostenere la donna, aiutandola a rimuovere le cause che la porterebbero all’interruzione della gravidanza». Finora lo ha fatto solo l’opera volontaria della rete dei Centri di aiuto alla vita e affini. Oggi lo Stato potrebbe riconoscere che la loro azione svolge
un servizio pubblico.
Movimento per la vita italiano, Prevenzione dell’aborto e volontariato: dall’esperienza alla proposta, 155 pp. Cantagalli, euro 10,00

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