Arca russa

Di Simone Fortunato
23 Ottobre 2003
Invisibile a quanti lo circondano, un regista si ritrova catapultato nel 1700 immerso tra gli splendori dell’Hermitage di San Pietroburgo.

Invisibile a quanti lo circondano, un regista si ritrova catapultato nel 1700 immerso tra gli splendori dell’Hermitage di San Pietroburgo.

Un’opera impressionante, sia da un punto di vista visivo (si tratta dell’unico film girato interamente nell’Hermitage), sia da un punto di vista storico (la ricostruzione di musiche, costumi e ambienti è perfetta), sia da un punto di vista tecnico (un unico, lunghissimo piano sequenza, interrotto da due minime cesure, avvolge la narrazione). Da quello che è stato definito (un po’ troppo frettolosamente) l’erede di Tarkovskij, una grande omaggio alla Madre Russia ed alla Storia. Un viaggio nel tempo e nello spazio, tra vestigia di un antico splendore ed infinita nostalgia.

Di A. Sokurov
Con S. Dreiden, L. Mozgvoj

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