Aridità della vendetta

Di Ferrari Anna
06 Maggio 2004
Sigrid Undset, La saga di Vigdis, Ed. iperborea, pp. 188, euro 11

La scrittrice norvegese Sigrid Undset (1882-1949), premio Nobel 1928, nei suoi primi romanzi storici Kristin figlia di Lavrans e Olav Audunsson) esprime la ricerca della realizzazione di sé. Affascinata dal passato nordico, ne descrive gli aspetti religiosi e politici cristiani. Diventa cattolica.
La saga di Vigdis, scritta nel 1909, è il suo primo romanzo medioevale. Ambientato nell’epoca vichinga, racconta la tragica storia di Vigdis, giovane e bella, che viene sedotta da Ljot, un marinaio islandese poeta e guerriero, ed entra in un tunnel di amore e rancore senza gioia, desiderando solo vendetta. Quando il bambino che hanno concepito nasce, lo abbandona nel bosco: fra loro ci sarà un lento ma duraturo riavvicinamento. Violenze e lotte paesane li costringono ad abbandonare ogni radice e ad affrontare viaggi, pericoli e nemici, fino a chiedere la pace del battesimo cristiano. La donna rincontra Ljot pentito, non riesce a liberarsi dall’odio verso di lui, che pure ha amato. Ha allevato il figlio per vederlo un giorno uccidere il padre. Ma da quel momento, la vita le parrà sprecata nell’odio. L’autrice, con la sua particolare chiave di scrittura, tratteggia in termini essenziali e asciutti le sofferenze, le lotte, la solitudine della protagonista e di quel mondo.

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