Armi o no?

Di Madama Enrico
29 Maggio 2003
Ora che Pyongyang lascia intendere di possedere armi nucleari, in Giappone ci si domanda se non sia necessario munirsi di armamenti nucleari di deterrenza

Ora che Pyongyang lascia intendere di possedere armi nucleari, in Giappone ci si domanda se non sia necessario munirsi di armamenti nucleari di deterrenza. Ed è qui che entra in scena il generale Xiong Guangkai. Nel curriculum di questo esponente degli alti quadri militari cinesi rientrano non solo gravi complicità nella repressione di piazza Tienanmen del 1989, velate minacce nucleari agli Usa e sospetti di coinvolgimento con lo stesso programma missilistico nordcoreano, ma anche contributi ai fondi per la rielezione di Clinton nel 1996, il ruolo di ambasciatore della cooperazione cinese alla lotta al terrorismo, di rappresentante negli Usa per la ripresa degli incontri diretti tra i militari dei due paesi il dicembre scorso e infine di firmatario in Pakistan di importanti accordi di cooperazione militare a marzo. Non sarà quindi un caso che a febbraio si sia incontrato a Pechino con Hashimoto Ryutaro, ex-primo ministro giapponese e capo indiscusso del principale correntone del partito di governo. A completare il quadro, poche settimane fa un alto funzionario nipponico ha confermato la conclusione di contatti militari tra Cina e Giappone.
Enrico Madama

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