Arridatece quel gran pezzo dell’Ubalda. O no?

Di Luigi Amicone
05 Aprile 2001
Negli ultimi tre mesi (e per i prossimi quattro) sono stato costretto a dividere il mio tempo tra il mio lavoro di redattore e quello di sceneggiatore, attore, produttore con la realizzazione di un cortometraggio, che ha come finalità i festival target di Berlino e il Sundance Festival

Negli ultimi tre mesi (e per i prossimi quattro) sono stato costretto a dividere il mio tempo tra il mio lavoro di redattore e quello di sceneggiatore, attore, produttore con la realizzazione di un cortometraggio, che ha come finalità i festival target di Berlino e il Sundance Festival. Essendo auto-prodotto, il film ha creato non pochi incubi ai miei sonni. Si è arrivati ad un primo spoglio della sceneggiatura delineando un budget compreso tra i 30 e i 50 milioni di lire ottimizzati per girare in 35mm. Oggi mi capita sotto mano l’articolo su Tempi di Emanuele Boffi… Veramente incredulo alle informazioni che i miei occhi cercavano di trasmettere al mio cervello mi sono reso conto che ancora una volta l’Italia non si smentisce…
William Melis giunta Via Internet, dalla redazione di “La Macchina del Tempo”

Vorrei sfidare l’On. Melandri e la Dot.ssa Rummo ad un pubblico dibattito su vari argomenti del “pianeta spettacolo” per dimostrare all’intero settore la loro insufficienza e incapacità nel merito dei singoli settori.
Marcello Ruscitti, già componente effettivo della I Commissione di esperti del Ministero dello Spettacolo, vice presidente Agis-Anec Lazio, gestore teatrale a Roma…

Ho molto apprezzato l’editoriale di Tempi n. 13 sulla bufala dell’elettrosmog. Pochi giorni fa ho assistito ad una lezione di bioarchitettura del dott. Fiorenzo Marinelli, biologo, che illustrava i danni provocati da Radio Vaticana per l’eccessiva potenza. Mi ha infastidito il tono scandalizzato con cui il sig. Marinelli ha lanciato strali contro Berlusconi, colpevole con Craxi della legge sulle emittenti libere. Questo moralismo ecologista non mi convince per molti motivi. Affermazione: le aziende di telefonia sono tenute per legge a finanziare ricerche sui danni provocati dai cellulari, ricerche invariabilmente manipolate o pubblicate solo a prezzo dell’eroico sacrificio dei ricercatori, che pur di divulgare le loro scoperte sono disposti a perdere il posto di lavoro. Obiezione: è altrettanto plausibile che i ricercatori finanziati dalle varie Omnitel&C ricevano compensi più lauti per dimostrare i danni del telefonino. Da che mondo è mondo, gli eroi sono pochi e gli interessi sul mercato sono tanti. Affermazione: l’inquinamento elettromagnetico provoca un aumento dei tumori. Obiezione: come mai allora la vita media si è allungata? I mezzi diagnostici di un secolo fa non potevano accertare le cause di tante morti inspiegabili. E se i tumori fossero sempre esistiti? Affermazione: una certa cultura di stampo cattolico (vedi Radio Vaticana), socialista (vedi Craxi) ed amante del lucro (vedi Berlusconi) ha chiuso gli occhi davanti ai pericoli legati alla diffusione di fonti di inquinamento elettromagnetico e noi ne paghiamo le conseguenze. Obiezione: sarebbe interessante conoscere anche i dati relativi ai Paesi dell’Est, il cui etere risulterebbe infestato da radiazioni ben peggiori. Meglio inquinati e liberi che puliti e con le mani legate.
Arch. Silvana Capanni, Lugo di Romagna

Caro Direttore,
leggendo le due lettere pubblicate sul numero del 4 aprile, soprattutto quella di Franco Viganò, mi è venuta in mente quella che ho inviato a Berlinguer qualche mese fa, andando in pensione: dobbiamo proprio essergli grati perché ha posto le premesse per l’autodistruzione della scuola di Stato. Un bellissimo esempio di eterogenesi dei fini, direbbe G. B. Vico, per questo dico ai presidi delle scuole libere: resistete ancora due o tre anni, cosicchè questo processo di autodistruzione si completi: quello che dice Viganò, ma anche quello che scrivono i due genitori Daprà, è vero. Aggiungerei una proposta: di presidi, vicepresidi e docenti seri e validi, nelle scuole e nei Consigli di Istituto ce ne sono tanti, perché non sollecitarli ad autodenunciarsi alle Pubbliche Autorità locali in ordine alla situazione di elusione dellle leggi statali da parte dei loro istituti statali? Berlinguer ha iniziato l’autodistruzione, perché non dargli una mano?
Luigi Patrini, Varese

Caro Direttore,
ti invio in allegato quella che considero una conferma di dove sta andando la scuola italiana. Da Sophia.it, un sito che invia segnalazioni di siti interessanti per la scuole e al quale sono abbonate diverse amministrazioni provinciali. Ecco un sito che offre una soluzione al problema della violenza nelle scuole: «Stop alla violenza nelle scuole. L’Italia sta assistendo a una serie di preoccupanti manifestazioni di violenza che si verificano all’interno delle scuole. In merito a questo problema desideriamo proporre un esempio concreto di come la Rete può aiutare a combattere, ma soprattutto a prevenire, il manifestarsi del fenomeno. È un servizio online realizzato da un’azienda americana per migliorare la comunicazione tra studenti e personale docente, abbattendo il muro di omertà che, sempre più di frequente, circonda i responsabili degli atti teppistici compiuti nelle scuole. Agli istituti che decidono di acquistare il servizio viene fornito un sito web attraverso il quale gli studenti, dotati di una password personale, potranno accedere per comunicare via e-mail possibili atti vandalici, episodi di bullismo o abusi di vario genere, avvenuti o “in programma” all’interno della scuola. I report presentati saranno protetti dall’anonimato, per evitare che gli studenti si sentano intimoriti da possibili ritorsioni sulla propria persona. Rappresenta un valido strumento per gli amministratori scolastici di tutto il mondo, utile a garantire il benessere di chi vive nella scuola, ma anche un metodo per far capire ai ragazzi che una società migliore dipende anche da loro». È questo quello che ci aspetta?
Tino Giardina, giunta Via Internet

Egregio Direttore,
gradirei sapere in nome di quale laico e moderno principio (libertà? tolleranza?) un partito in lizza per le elezioni politiche si permette di offendere gli elettori che non voteranno per lui considerandoli plagiati dal Vaticano e di accusare il Vaticano (il colle? La Città del Vaticano?) di plagiare gli italiani perchè deciderebbe per loro. Mi riferisco all’enorme luminescente provocatorio cartellone pubblicitario comparso da qualche giorno all’ingresso in Milano.
Silvana Rapposelli, Milano

O.K., non è tanto “schifido” come il prototipo. Come dicono i bambini: «Vi faccio di nuovo amici, non tanto, solo un po’ per il momento, poi si vedrà». Volevo solo precisare che non ho apprezzato il gemellaggio con Il sole 24 ore per due motivi:
1 perché ho la possibilità di leggerlo a scuola;
2 i miei investimenti in Bot hanno nomi e date precisi: Federica, anno di nascita 1980; Jacopo, 1984; Irina (in onore della compianta e cara Irina Alberti) 1986; Clarissa, 1989; essendo mio marito, Vittorio, ed io entrambi stipendiati, abbiamo investito in figli e sovrastrutture necessarie a noi e ai figli; per esperienza conosco quindi molto meglio argomenti come: mutui, finanziamenti a breve, piccolo prestito, “cessione di un quinto”. Una sola cosa non potrei comunque mai perdonarvi, se mai ve ne venisse l’“idea” ed è il trasferimento della redazione del giornale a Roma, vista la fine che ha fatto Il sabato, buon’anima. Saluti e tenete, anzi teniamo, “duro”.
Brunella Rosano Berardo e famiglia

IL DIRETTORE RISPONDE

A destra le risposte su Vaticano e Bordon. Di scuola e Anna come sono tante ne riparleremo la prossima settimana. Un punticino lo rimerita il “cinema segatura”. Già, l’autorevole commissione cinema Veltroni-Melandri, come ha scritto sul Foglio Michele Anselmi, «volentieri messa sottoprocesso da una destra disinformata o da una sinistra neoliberista». Già, come ha scritto Michele Anselmi, il «lavoraccio: onorevole e oneroso» di gestire «ogni anno qualcosa come 180 miliardi». Non essendo noi della partita di quelli che si scandalizzano della blasfemia o meno di Ciprì e Maresco, troviamo un po’ ridicolo che i grandi media – come di recente abbiamo letto anche su Stampa e Corsera – insistano nei dibattitoni sulla censura e tacciano poi l’unica notizia rilevante del processo che si aprirà il prossimo 9 aprile a Roma a carico dei due registi, imputati di «truffa aggravata ai danni dello Stato». E mentre della fresca nomina di un gesuita in commissione statale (applaudita da Michele Anselmi) verrebbero da dire solo cose molto pannelliane, oltre al piccolo elenco di film finanziati e molti mai neppure distribuiti che abbiamo pubblictao settimana scorsa, ricordiamo che di film come “I Vesuviani” (finanziamenti governativi ricevuti: 1.828.000.000: tanto per non intrupparci nella destra disinformata, possono usarci la cortesia gli esperti cinematografici che scrivono sui grandi media, di farci sapere in quali cinema è stato proiettato?) anche Raffaele Costa (“Italia degli sprechi”, Mondadori, p. 188) ha notato che «nella pellicola l’allora sindaco di Napoli (Antonio Bassolino ndr) è protagonista dell’episodio della salita al vulcano, una sorta di favola piena di incontri che il primo cittadino partenopeo ha, durante la sua ascesa al Vesuvio».

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