ASSESSORE PERDONO
In Toscana la giunta di sinistra ha deciso di istituire l’assessorato al perdono. Non ne capisco il senso però fa un certo effetto. Mi domando solo se sarà l’assessore a emettere penitenze, perdono e a officiare i riti collegati. Certo che ne abbiamo di cose da farci perdonare. Basta vedere cosa è successo negli stadi alla ripresa del campionato dopo la sospensione per la morte del Papa. (Vedi rubrica precedente: odio avere ragione).
Basta leggere cosa vi dico adesso: a me Valentino Rossi comincia a non piacermi. Forse è un vezzo un po’ snobistico: siccome è l’idolo delle folle, trovo arduo accodarmi al popolo festante. Non mi gusta quella sua faccia da primo della classe, quel suo modo di lanciare minacce a tutti, da piccolo boss del circuito, non mi piace il fatto che se fa una cosa lui è giusta, mentre se la fanno gli altri è sbagliata. Non lo so, ma mi dà l’idea che se fosse stato Gibernau a buttarlo fuori di pista, non sarebbe (e non saremmo) qui a dire che la moto non è uno sport per signorine. Valentino mi ricorda certi ministri in pectore dell’Unione, belli e furbi, col sedere già pronto per le poltrone che occuperanno. Sorry, ma non mi accodo. Che l’assessore mi perdoni.
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