ATTENTA DISTRAZIONE E DOMANDE SCORTESI
“Lotta di classe” deve scusarsi. Tutta presa dal problema della scuola islamica non si è accorta che nel resto del Paese tutti gli altri (problemi, s’intende) sono stati risolti. Basta scorrere il testo – anzi le slide, siamo aggiornati – della conferenza stampa del ministro dell’Educazione il 6 settembre scorso. Siamo diventati il paese di Bengodi: rapporto alunni/computer sopra la media europea, tutti studiano l’inglese (lo imparano? domanda scortese), «milioni di ragazze e ragazzi coinvolti nei progetti “Missione salute”, “Scuola e volontariato”, “Educazione alla legalità e alla convivenza civile”» (ma non erano i fiori all’occhiello di Berlignuer? ri-domanda scortese), 30 mila alunni in più alla scuola dell’infanzia «con conseguente vantaggio per i genitori che lavorano» (e per i bimbi? e piantala con le domande scortesi), oltre 830 mila alunni che hanno preso il patentino del motorino.
Accidenti, e noi che eravamo rimasti all’idea che il problema della scuola fossero gli insegnanti e l’educazione, e di tutto ‘sto bendiddio abbiamo visto solo che con l’obbligo delle 18 ore (sacrosanto, per carità, ma applicato con rigidità degna di miglior causa) le cattedre vanno a pezzi e ogni continuità didattica a farsi benedire. Promettiamo che staremo più attenti.
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