AUGIAS BEN INIZIA MA RIMANE A META’ DELL’OPERA
Nella sua rubrica su Repubblica Corrado Augias si sofferma spesso e volentieri sui temi della scuola e dell’educazione. E siccome è persona intelligente, tende a rifuggire dai luoghi comuni, anche quando bastona il centro-destra e la sua riforma, e punta invece l’indice sui problemi reali che l’azione del governo non affronta adeguatamente. Così negli ultimi tempi è tornato un paio di volte (l’ultima l’8 giugno scorso) sulla vera questione fondamentale: che i nostri ragazzi non sono più educati. Non hanno più il senso del dovere, della fatica, di un ordine nelle cose. E riconosce che il problema viene da un lassismo di almeno trent’anni. Bene. Però bisogna tirare le conseguenze.
Primo, la sinistra deve fare un bel mea culpa, perché il lassismo, soprattutto nella scuola, è tutto figlio suo. Secondo, detto questo occorre gettarsi alle spalle il passato e riconoscere che il problema educativo è un’emergenza nazionale. Dalla capacità che avremo di tornare a educare i nostri ragazzi dipende il futuro del Paese. Questo allora destra e sinistra devono mettere a tema, anziché pretendere di affermare le proprie posizioni. Berlinguer ha dato il cattivo esempio. Moratti, ahinoi, l’ha seguito. Avremo un futuro più saggio?
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