Avanti così, Cdl addio

Di Tempi
17 Luglio 2003
I molto onorevoli ministro dell’Agricoltura e Governatore del Piemonte non se l’abbiano a male

I molto onorevoli ministro dell’Agricoltura e Governatore del Piemonte non se l’abbiano a male. Non c’è niente di personale nella nostra polemica di copertina. Anzi. Ci sono pure simpatici, il mite Ghigo e il dinamico Alemanno. Il problema è che questa loro donchisciottesca mobilitazione armata anti-Ogm sta causando un’infinita confusione tra i cittadini e sta distruggendo quel po’ di fiducia che l’Italia che lavora ha ancora in questo governo di pazzi. Le ragioni della nostra campagna che, state certi, non si concluderà fino a che Ministro e Governatore non spiegheranno al popolo le vere ragioni per cui si sono ingaggiati in questa assurda battaglia di cosiddetta “tolleranza zero”, le trovate su queste pagine e altrove (sul Foglio per esempio, dove anche ministri e loro portavoci impareranno che non sempre il gioco a nascondino funziona perché tanto loro possono sempre smentire e poi andare a raccontare un po’ di fesserie al Corriere o a Repubblica). Però è un ennesimo brutto, bruttissimo segnale, quello che viene da uomini eletti nelle file della Cdl e che, come altri, troppi altri, si stanno dimostrando non all’altezza del ruolo e dell’autorità che, grazie a Berlusconi, ricoprono nel governo centrale e regionale. Avanti così, questo governo si dovrà dimettere per incapacità manifesta. L’opposizione ringrazia non soltanto perché la Cdl si sta dimostrando maggioranza dedita al massacro interno (ma alleati di che sono oggi Bossi e Fini?). L’opposizione ringrazia perché la Cdl, non i giudici, non De Benedetti, non Scalfari, rischia di uccidere l’unica leadership liberale che in questo Paese era cresciuta e si era affermata a furor di popolo contro il parere dei salotti buoni e gli agguati di una élite meschina e sbirra. Chi sta imprigionando Berlusconi nel ruolo sempre più grottesco di presidente del Consglio impegnato più a sedare le risse interne che a governare l’Italia si sta assumendo una grave responsabilità. Quella di far fallire, in nome delle cipolle d’Egitto di un pugno di miserabili clientele, la speranza, la libertà, il futuro di un popolo. Auguri.

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