Avanti da soli
«Per il Partito democratico è questo un momento fondativo. Nel dato negativo della caduta del governo Prodi si apre una possibilità: mostrare agli italiani un centrosinistra diverso da quello che è stato visto finora». Così Stefano Menichini, direttore di Europa, il quotidiano di area Margherita («Che ne sarà ora del giornale? Non credo diventeremo il settimanale del Pd. Stiamo a vedere come termina la situazione all’Unità. Certo, trasformarci in un periodico significherebbe rinunciare a un’esperienza che si è ben costruita in questi anni»). Ex Manifesto, Menichini dirige il quotidiano di dodici pagine dal 2005. Giornale leggero per foliazione, ma “pesante” per temi e argomenti (stile Foglio), Europa, il giorno della caduta dell’esecutivo, se ne è uscito con un commento a firma del direttore così titolato “Ora il Pd deve mostrare quanto vale”.
Direttore, quanto vale il Pd?
Lo vedremo solo se Veltroni decide di correre da solo. Lo auspico. Così non avrà più il problema di tenere in equilibrio la coalizione. Il mare è aperto, navighiamo. La chance di Veltroni è far vedere quanto è nuovo rispetto a tutto ciò che c’è stato prima, sia nel centrodestra sia nel centrosinistra.
Anche rispetto al centrodestra?
Certo. Da quelle parti si prospetta un ritorno a una formula ormai vecchia di quindici anni.
Veltroni ha affermato essere necessario un governo che in otto mesi faccia le riforme.
Un governo istituzionale avrebbe il vantaggio di inserire un intermezzo politico tra Veltroni e Prodi.
Detto così, non è esattamente un complimento per Prodi.
Ma no, intendevo dire che una discontinuità è necessaria, e un lasso di tempo tra i due governi aiuterebbe a rimarcarla.
I prodiani paiono parecchio arrabbiati con Veltroni, per quella sua uscita sull’«andremo comunque da soli».
Il rancore dei prodiani verso Veltroni lo conosciamo. Lo abbiamo già visto durante la campagna per le primarie.
Prodi farà veramente il nonno o si candiderà contro Veltroni?
Lo escludo. Una rottura interna al Pd sarebbe incomprensibile per gli elettori di centrosinistra.
Però gli attacchi a Veltroni da parte di molti ambienti di sinistra si fanno sempre più frequenti.
Gli si imputa l’accordo con Berlusconi. Per una certa sinistra questo è il peggiore dei mali.
Il governatore lombardo Roberto Formigoni ha detto che la crisi di governo non ha lasciato alternative alle elezioni anticipate, tuttavia è parso non voler chiudere il dialogo col centrosinistra, che ritiene fondamentale qualunque cosa accada in futuro.
Le parole di Formigoni, come quelle di altri all’interno del centrodestra, mi trovano in sintonia. Ci spero ancora in un accordo tra Pd e Forza Italia, ma mi pare ormai un’ipotesi più accademica che sostanziale. Si era aperta una stagione di franco dialogo, ma sembra ormai già finita.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!