Avete detto “crescita economica”?
Molti ricorderanno la sferzante battuta di Sergio D’Antoni al Meeting di Rimini: “Negli Stati Uniti Al Gore si presenta alle elezioni dopo otto anni di crescita economica al tasso annuo del 4% e durante i quali si sono creati 22 milioni di posti di lavoro dicendo: ‘Dobbiamo cambiare strada, bisogna fare di più’.; in Italia i ministri si esaltano per una crescita del 2,7% quest’anno e per una distribuzione del redito che fa pena”. A confermare quanto sia ridicolo il trionfalismo del governo italiano per un tasso di crescita economica che alla fine del 2000 si assesterà probabilmente attorno al 2,8% (decisamente meno di quanto previsto da alcuni, come per esempio l’Ocse, che puntava su una crescita italiana superiore al 3% e vicina al 3,5) giungono ora le ultime stime sulla crescita delle cosiddette “economie emergenti” nell’anno in corso e su quella dei principali paesi dell’Ue. Si scoprono così due dati particolarmente interessanti: 1) che la maggior parte delle “economie emergenti” cresce, nonostante la crisi petrolifera (in alcuni casi grazie alla crisi petrolifera) e le turbolenze dei mercati valutari e azionari, a tassi che fanno impallidire (o arrossire, a seconda dei punti di vista) l’economia italiana; 2) che la medesima economia italiana caracolla al penultimo posto fra quelle dell’Ue, dove soltanto la Danimarca avanza più lentamente di noi (2,3%), mentre almeno quattro paesi registrano tassi pari o superiori al 4% (vedi tabella). Particolarmente interessante è il caso della Russia, che sei mesi fa era pronosticata a più 3,4% nel 2000 rispetto al 1999, e invece pare oggi destinata a sfondare addirittura la barra del 6%. Come per il Messico, la revisione al rialzo è certamente dovuta all’aumento del prezzo del greggio, di cui Mosca è produttrice ed esportatrice, ma non solo: nei paesi emergenti si stanno facendo chiaramente strada politiche economiche espansive di cui l’Italia ed altri paesi industrializzati non sembrano più capaci. La cosa è preoccupante anche perché, secondo tutti gli analisti, il 2001 sarà per la crescita economica un anno meno favorevole del 2001. Tuttavia parecchi paesi (Cina, India, Malaysia, Corea del Sud, Singapore, Taiwan, Cile, Ungheria) viaggeranno a un tasso superiore al 5%. Non così l’Italia.
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