AVSI PER GLI SFOLLATI DI BATON ROUGE. SIATE GENEROSI
Da relativista accanito mi piace leggere di tutto: che era giusto bruciare Giordano Bruno, che bisogna vietare i matrimoni misti e aborrire il meticciato. In particolare potrei anche farmi convincere del danno arrecato dall’Illuminismo all’umanità e sposare la superiorità morale del feudalesimo; non saprei dire se si stava meglio prima o dopo (anche se di sicuro mio nonno ha avuto una vita più complicata della mia). Sono però certo di chi se la passava meglio prima dell’Illuminismo, vale a dire la Chiesa cattolica romana, che non aveva bisogno, ad esempio, di sofisticate campagne pubblicitarie per mendicare un misero otto per mille, o la miseria di un’ora alla settimana di lezione nelle scuole dello Stato (cioè nelle scuole di Cesare). Non è che è anche per questo che ce l’avete tanto con l’Illuminismo?
Paolo Sastri, Milano
Il suo spirito è buono, ma non siamo noi che ce l’abbiamo con l’Illuminismo (la parte migliore del quale fu cattolica e lombarda, vedi alle voci Alessandro Manzoni, Pietro Verri, Cesare Beccarla) e non siamo noi quelli che nutrono nostalgia per un passato che fu comunque un po’ meno cattivello di quello recente, illuminista e darwinista, al punto di moltiplicare per milioni i casi Giordano Bruno (vedi alla voce Anna Frank). E comunque stia tranquillo, si stava meglio prima.
È stato da poco reso noto il documento approvato il 31 maggio 2005 dalla 54a Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana sulla “Ripartizione delle somme derivanti dall’otto per mille per l’anno 2005”. Da questo documento risulta che la somma relativa all’otto per mille Irpef che lo Stato italiano «è tenuto a versare alla Cei» nel corso dell’anno 2005 risulta pari a euro 984.115.165,49 (euro 129.900.292,06 a titolo di conguaglio per l’anno 2002 e euro 854.214.873,43 a titolo di anticipo dell’anno 2005). Nel documento si annuncia, tra l’altro, che nell’anno 2003 è stata concordata la costituzione di un «accantonamento a futura destinazione per le esigenze di culto e pastorale e per gli interventi caritativi». I numeri parlano da soli. Eccoli.
La somma di euro 984.115.165,49, è così ripartita e assegnata:
a) all’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero: 315.000.000,00;
b) per le esigenze di culto e pastorale: 471.250.000,00 di cui:
– alle diocesi: 155 milioni;
per l’edilizia di culto: 200 milioni (di cui 120 milioni destinati alla nuova edilizia di culto, 10 milioni destinati alla costruzione di case canoniche nel Sud d’Italia e 70 milioni destinati alla tutela e al restauro dei beni culturali ecclesiastici);
– al Fondo per la catechesi e l’educazione cristiana: 60 milioni;
– ai Tribunali Ecclesiastici Regionali: 7 milioni;
– per esigenze di culto e pastorale di rilievo nazionale: 49.250.000,00;
c) per gli interventi caritativi: 195.000.000,00 di cui:
– alle diocesi: 85 milioni;
– per interventi nei Paesi del terzo mondo: 80 milioni;
– per esigenze caritative di rilievo nazionale: 30 milioni;
d) per accantonamento a futura destinazione per le esigenze di culto e pastorale e per gli interventi caritativi: 2.865.165,49.
Francesco Barone, Milano
E’ vero, la Chiesa cattolica romana è l’unica organizzazione razionale, meticcia, solidale, universale che non porta con sé né kamikaze, né guerre giuste. Si può darle di più.
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