Ayalon e Nusseibeh negli Usa

Di Calò Livné Angelica
26 Settembre 2002
Arriva la televisione italiana, volevo intervistarlo sul lago di Tiberiade, davanti alla sua casa natale

Arriva la televisione italiana, volevo intervistarlo sul lago di Tiberiade, davanti alla sua casa natale: «È un’idea bellissima ma non sarò in Israele, partirò per l’America con Sari Nusseibeh per un ciclo di conferenze». Nel mio libro descrivo lui e Nusseibeh tra i protagonisti della pace in Medio Oriente. Non sembra neanche un po’ che fino a poco tempo fa Ayalon fosse il capo di uno dei servizi segreti più indaffarrati del mondo! Ayalon mi promette, per i lettori di Tempi, tutto il testo del discorso che farà negli Usa. Poi con molta emozione mi dice che non a caso questo viaggio avviene nei giorni di Sukkot, la Festa delle Capanne, in cui noi ebrei ricordiamo i 40 anni passati nel deserto affinché nascesse una nuova generazione, una generazione che si liberasse della schiavitù, che sapesse apprezzare la libertà in una propria terra. Due anni fa l’intifada iniziò proprio nei giorni di Sukkot. In questi giorni sono tornati i kamikaze, ma Ayalon è ancora ottimista. Parla di fratelli, di ebrei, di palestinesi, di sforzi, di coraggio. Crede profondamente che in futuro andra’ meglio. Due grandi uomini cercano con coraggio la strada nel deserto… Buon viaggio Ami, buon viaggio Sari e che D-o vi benedica!
Angelica Calò Livné

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