Banche pulite, ci risiamo?

Ci risiamo. La Procura milanese torna al centro della società italiana come nel ’92. E non si fermerà tanto facilmente, perché, ipotizzando l’associazione a delinquere, il processo viene trasferito a Milano. Ciò lascia pensare che la ricerca dei rami dell’associazione dominerà il periodo pre-elettorale. Il 2006 sembra veramente un anno drammatico per l’Italia, e non lo dico soltanto perché penso sia una sciagura la vittoria della sinistra che appare possibile dai sondaggi, ma perché questo avviene in un clima di pressione sul processo elettorale che tende a scardinare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Il sistema bancario è più delicato del sistema politico, come paradossalmente la moneta è un problema più reale del voto. Il voto è una forma di libertà, la moneta e la banca fanno parte della necessità, non si può vivere senza moneta e senza banca. Solo Stalin, nel suo ultimo scritto, pensò a una società dove fosse abolita la moneta. Il nostro popolo ha conosciuto e sofferto l’introduzione dell’euro, l’espunzione di una moneta familiare come la lira, con il cui valore si era abituato a convivere e a fare i conti. Ma il sistema bancario, anch’esso fondato radicalmente sulla fiducia, ha avuto colpi gravi in tanti eventi, come i bond Cirio, le azioni Parmalat, i bond argentini: ed ora i clienti della ex Banca Popolare di Lodi sanno che erano clienti di serie B e che vi erano clienti privilegiati che potevano ottenere soldi e indicazioni per investirli. Le sciagure non vengono mai sole e questa è certamente una sciagura per il nostro popolo, perché toglie la fiducia là dove la fiducia è necessaria ed è una condizione della vita sociale. Sappiamo che gli imputati di Mani pulite uscirono quasi tutti assolti e vi fu solo uno che pagò per tutti, Bettino Craxi. E pagò con la vita. Ora le indagini milanesi saranno seguite con sospetto per sapere se saranno trasversali o se, come Mani pulite, saranno semplicemente unidirezionali. Già ora tutti i nomi dei politici associati alle operazioni del presidente della Banca Popolare di Lodi sono politici di centro-destra, come Brancher, Grillo e Tarolli. Si indaga anche su Consorte e sui rapporti tra Banca Popolare di Lodi e Unipol. Siamo appena agli inizi ed è evidente che l’azione della magistratura milanese tende a coinvolgere in prima persona il governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, su cui pesano anche le pressioni della Banca centrale europea. Si tratta quindi di un terremoto che viene ora scatenato e che era già iniziato con l’audizione del governatore della Banca d’Italia da parte dei magistrati romani. L’intervento della magistratura nel sistema bancario ha conseguenze più pesanti ancora di quelle del suo intervento nel settore politico, che furono devastanti. Ma i rapporti interni alle due coalizioni sentiranno questo fatto proprio nei loro schieramenti particolari: soprattutto i rapporti tra l’operazione Unipol e quella della Banca Popolare di Lodi hanno da tempo agitato le acque all’interno dell’Ulivo. Nulla è accaduto invece nella coalizione di centro-destra che vede toccata dall’indagine della magistratura milanese soprattutto la Lega. Ci mancava anche questa tra le molte difficoltà che pesano sul nostro paese.
bagetbozzo@ragionpolitica.it

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.