Bassi rancori
Non ho mai demonizzato la critica, neppure quella più radicale e graffiante. Va bene lo sfottò, l’ironia e il sarcasmo, ma la spazzatura è altra cosa! La spazzatura a servizio di una linea editoriale e politica rinchiude in se stessa la pochezza culturale di chi la produce. L’attacco alla persona, per giustificare un’impostazione di linea, è caratteristica solo del peggior stalinismo. Di questo tenore si può classificare l’attacco che L’Espresso, per mano di Riccardo Bocca, ha riservato a Fausto Bertinotti. La strategia è la stessa che i media della “sinistra democratica” utilizzano contro Berlusconi. Per delegittimare il segretario del Prc, il bravo giornalista ha utilizzato il classico armamentario veterosovietico. Messe alla berlina, attraverso un basso moralismo piagnucoloso, sono la vita privata, le pretese incoerenze e i vizi borghesi. Per il settimanale di via Po, lo scopo prefissato era insinuare il dubbio del collaborazionismo, del tradimento di classe. Impensabile per costoro accettare l’idea che un leader comunista possa frequentare (citati nell’articolo) «la coscienza critica del regista Citto Maselli» o la «pallida bellezza di Claudia Koll». Come se pretendere per se stessi una vita dignitosa, amare l’arte, la cultura, la frequentazione con persone intelligenti, indipendentemente dagli schieramenti politici, fosse in sé una colpa, un’abiura. Dove hanno letto queste persone che per essere comunisti è necessario non aver gusto, parlare per monosillabi e condurre una vita priva di bellezza? Chi ha mai sostenuto che per essere comunisti è necessario fare voto di povertà? Ai cari compagni che leggendo tali bassezze si fossero indignati, mi preme informare che, io stesso, pur dichiarandomi marxista, ho tra le mie migliori frequentazioni imprenditori liberal, cattolici anarcoressurezionalisti e belle donne. Fortunatamente pochi rancorosi ulivisti!
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