Basta insulti allo stadio, mica siamo in Senato

Di Fred Perri
07 Dicembre 2006

Zdenek Zeman è un buon allenatore, ma ormai si è perso dietro un’immagine. La sua. Più che un tecnico è considerato un oracolo – anche grazie alla voce strascicata e tabaccosa -, da quella volta che diede il via all’inchiesta sul doping che coinvolse la Juve e fece dimettere tre o quattro persone. Dieci giorni fa è stato a Torino con il Lecce e i tifosi bianconeri lo hanno insultato per tutta la partita. Siccome è un oracolo, alla fine si è risentito e le sue proteste (più che legittime) sono state riportate con ampio risalto dai giornali.
Perché racconto questo? Per tornare a un tema a me caro. Negli stadi italiani, a ogni partita di ogni ordine e grado, si sentono insulti di ogni tipo, a giocatori, allenatori, arbitri, mogli, amanti, parenti. Ce ne sono alcuni più bersagliati di altri, come Marco Materazzi, Gianluca Pagliuca, Zdenek Zeman, appunto. Poi ci sono gli insulti ai tifosi avversari, alle loro mamme e ai loro sodali. Di questi proprio ormai non prendiamo più nota.
Mi dispiace, ma per me non c’è scritto da nessuna parte che tutto questo fa parte del calcio, che non è uno sport per signorine. Non ci sto: tutto questo svilisce il football. Certo, uno poi pensa a quello che si sono urlati in Senato al momento di votare la Finanziaria e scopre che c’è sempre qualcosa di peggio, nella vita.

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