Basta spontaneismo, collegate mani a testa

Di Justin Mc Leod
09 Febbraio 2006

Libertà di educazione, nuova serie, anno secondo. Il primo numero del 2006 della rivista è dedicato alle attività di laboratorio nella scuola. Che non sono, spiega Rosario Mazzeo, né un optional né la panacea di tutti i mali, ma la riscoperta di una semplice, antica verità: che si impara dall’esperienza, si impara facendo. Che negli uomini testa e mani sono collegate, non ci sono una teoria e una prassi separate o magari opposte, ma un’unità di anima e corpo che s’imbatte nella realtà, s’incuriosisce, prova ad affrontarla, sbaglia, si corregge, progredisce. Senza nessun cedimento a spontaneismi che hanno già fatto i loro danni: sotto la guida di un maestro, che sa bene dove portano i passi che l’allievo deve fare. Libed propone una serie di esperienze in atto, proposte che possono aiutare a tenere lontano il rischio che tutti noi insegnanti corriamo, spesso senza accorgercene: riproporre affermazioni vere ma astratte, prive di significato per la vita dei ragazzi. «Occorre soffrire perché la verità non si cristallizzi in dottrina, ma nasca dalla carne» ammoniva Mounier.

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