Bella scoperta (ma non é una Rivelazione)
“L’anima esiste. A dirlo questa volta non sono teologi, ma due eminenti medici britannici, lo neuropsichiatra Peter Fenwick e Sam Parnia, ricercatore clinico, che per un anno hanno analizzato, da un punto di vista strettamente scientifico, i casi di pazienti sopravvissuti ad arresti cardiaci”.
Il Giorno, 23 ottobre 2000
SOCRATE: Ma l’anima, allora, ciò che di noi è invisibile, che va in un luogo della stessa natura, nobile, puro, cioè nell’Ade, accanto a un dio buono e saggio, là dove anche l’anima mia dovrà tra poco andare, se dio vuole, questa nostra anima, dunque, dotata di tal natura, una volta separatasi dal corpo, sarà destinata, come crede la maggior parte della gente, a dissolversi, a svanire? (…) Invece, è proprio vero il contrario.
SIMMIA: Mi sembra, Socrate, e forse sarai anche tu del mio parere, che essere così sicuri su certe questioni, sia una cosa impossibile o, per lo meno, molto difficile, almeno in questa vita; d’altronde, io penso che il non esaminare da un punto di vista critico le cose che si son dette, il lasciar perdere il problema, prima di averlo indagato sotto ogni aspetto, sia proprio dell’uomo dappoco; quindi, in casi simili, non c’è altro da fare: o imparare da altri, come stanno le cose, o trovare da sé, oppure, se questo è impossibile, accettare l’opinione degli uomini, la migliore s’intende, e la meno confutabile e con essa, come su di una zattera, varcare a proprio rischio il gran mare dell’esistenza, a meno che uno non abbia la possibilità di far la traversata con più sicurezza e con minor rischio su una barca più solida, cioè con l’aiuto di una rivelazione divina.
Platone, Fedone, IV secolo a.C.
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