BELLEZZA SALVIFICA

Di Valenti Annalena
05 Maggio 2005
E' autunno, siamo sui bastioni della cittadella e guardiamo verso il mare

«E’ autunno, siamo sui bastioni della cittadella e guardiamo verso il mare, le molte navi che lo solcano e la costa svedese che si innalza nel sole della sera; dietro di noi i bastioni scendono ripidi: ci sono splendidi alberi, le foglie gialle cadono dai rami; laggiù sorgono tetri edifici con palizzate di legno e l’interno, dove cammina la sentinella, è stretto e tetro, ma dietro il buco protetto dalla grata é ancora più buio; lì vivono gli schiavi prigionieri, i peggiori criminali. Un raggio di sole che tramonta entra nella stanza spoglia. Il sole splende sui malvagi e sui buoni! Il cupo e truce prigioniero guarda con orridi occhi il freddo raggio di sole. Un uccellino vola verso la grata. Canta un breve “cip” ma rimane lì, sbatte le ali, si toglie una piuma, fa frusciare le altre piume sul collo, e l’uomo malvagio, in catene, lo guarda; un’espressione più dolce attraversa l’orrido volto; un pensiero che non è chiaro nemmeno a lui si illumina nel suo petto, è simile al raggio di sole attraverso la grata, simile al profumo delle viole che a primavera crescono così ricche lì fuori. L’uccello vola via dalla grata del prigioniero, il raggio di sole scompare e si fa buio nella stanza, buio nel cuore dell’uomo malvagio, ma il sole vi è entrato, l’uccello vi ha cantato». H.C.Andersen.
Ovvero viviamo prigionieri nella bruttezza di tante piazze Cambiaghi-Monza, ma abbiamo visto Castell’Arquato. e quella bellezza ci manca.

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