Ben prima del Sudoku fu la ritmomachia

Di Gargantini Mario
21 Luglio 2005

Mentre sui quotidiani europei impazza la mania del Sudoku, il pubblico del Meeting potrà giocare con una sorta di antenato del nuovo gioco matematico: è la Ritmomachia, detta anche Ludus Philosophorum, ricostruita per la mostra “Sulle spalle dei giganti” da un gruppo di studenti liceali. Questa singolare, e non certo semplice, battaglia dei numeri esprime l’attenzione dei medievali per le armonie e per i rapporti numerici, sulla base dei quali si può impostare una composizione musicale e si possono interpretare i fenomeni naturali più diversi: dal funzionamento degli organismi al moto dei pianeti.
Alla elaborazione della Ritmomachia, ideata probabilmente nel 1030 nella scuola cattedrale di Wurzburg, hanno contribuito alcuni dei più acuti scienziati medievali, come Giovanni di Salisbury e Ruggero Bacone. Ma soprattutto vi ha lavorato Ermanno detto “lo storpio”, monaco dell’abbazia di Reichenau, tanto deforme nel corpo quanto vivace nella mente. Le sue smisurate conoscenze e abilità matematiche lo hanno portato a comporre anche trattati di musica e a studiare e progettare un astrolabio, strumento fondamentale per le osservazioni astronomiche ma anche necessario per la misura del tempo e per il calcolo dei periodi liturgici. (MG)

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