Benedetti Ogm
«Ogni minuto, 11 bambini di età inferiore ai cinque anni muoiono di fame. Ogni giorno, 13mila persone muoiono per denutrizione. Ogni anno più di un miliardo e mezzo di persone soffrono a causa della malnutrizione. La sofferenza di tanti in un mondo così abbondante di merci è un affronto alla dignità umana».
Con queste parole Jim Nicholson, ambasciatore statunitense presso la Santa Sede, ha aperto a Roma presso la Pontificia Università Gregoriana il 24 settembre un convegno internazionale dal titolo “Nutrire un mondo affamato: l’imperativo morale delle biotecnologie”.
Il professor C.S. Prakash, che lavora nelle commissioni per le biotecnologie di Stati Uniti e India, ha spiegato che «il 70% della popolazione che vive con meno di un dollaro al giorno lavora in campo agricolo». Questo significa che non riesce a produrre nemmeno il cibo per il sostentamento proprio e della famiglia. è evidente che la prima cosa da fare è incrementare la produttività agricola di queste persone. Prakash ha sottolineato che questi poveri agricoltori hanno bisogno di tecnologie che costino poco, che possano essere usate subito ed anche in condizioni di terreno non lavorato e soprattutto che non richiedano larghi investimenti di capitali. E che cosa c’è di meglio che utilizzare semi transgenici, che sviluppano piante resistenti agli insetti, che utilizzano meno acqua, che crescono anche su terreni duri e che necessitano di pochi trattamenti antiparassitari?
Gli Organismi Geneticamente Modificati (Ogm) rappresentano quindi una risposta efficiente e significativa per contrastare fame e sottosviluppo. Su questo punto la comunità scientifica internazionale è concorde: venticinque premi Nobel, la totalità delle Accademie delle Scienze dei paesi avanzati e di quelli in via di sviluppo, l’Onu, la Fao, e persino l’Unione Europea hanno stilato rapporti in cui si indicano gli Ogm come la risposta più adeguata ai problemi di produzione alimentare e povertà.
Al convegno romano sono intervenuti scienziati di spessore internazionale per ribadire l’urgenza e l’opportunità di questa scelta. Il fatto relativamente nuovo del convegno di Roma è stata la esplicitazione della posizione della Santa Sede nei riguardi dell’utilizzo degli Ogm: da anni, insieme alla propaganda contraria di alcune associazioni ambientaliste, è stata diffusa l’idea che la Chiesa cattolica si opponga agli Ogm. Il convegno di Roma è stato organizzato congiuntamente dall’ambasciata statunitense presso la Santa Sede e dalla Pontificia Accademia delle Scienze.
A proposito delle piante transgeniche monsignor Marcelo Sánchez Sorondo, cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze, ha invitato i presenti a leggere il documento che la stessa Accademia ha redatto nel 2000 alla fine della sessione plenaria su “Science and the Future of Mankind” (“La scienza e il futuro dell’umanità”), la cui nota introduttiva è stata stampata e distribuita (Pontificia Accademia delle Scienze, Extra series n. 23, Città del Vaticano, settembre 2004).
E padre Gonzalo Miranda, decano della facoltà di Bioetica dell’Ateneo pontificio Regina Apostolorum, ha sottolineato che «la Chiesa non si oppone in nessun modo al progresso» e che anzi la diffusione delle conoscenze e della tecnologia è «espressione di vera solidarietà».
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