Berlino capitale. Di Rep. in salsa Ue

Di Galietti Francesco
16 Ottobre 2003
Intervista a Joerg Fischer giornalista del settimanale berlinese Junge Freiheit

Come spieghi che persino Die Welt definisca Gianfranco Fini un “neofascista”? Die Welt non era un quotidiano conservatore?
Un titolo così, sbagliato sotto tutti i punti di vista, non mi stupisce affatto. Fino alla morte di Axel Springer, il fondatore dell’omonimo gruppo Die Welt è stato un giornale borghese, con un debole per la Cdu/Csu. Dopo la morte di Springer (1985) il giornale si è sbarazzato di quello che, secondo lo spirito dei tempi, veniva visto come un “pregiudizio reazionario”.
Esistono, a tuo avviso, giornali tedeschi attendibili circa le vicende italiane?
Dai giornali regionali in su, il panorama qui in Germania è desolante. Solo i contributi di Heinz-Joachim Fischer della Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz) si distinguono non solo per la loro perizia ma anche per la loro obiettività. Dubito che la Faz oserebbe mai chiamare “neofascista” Gianfranco Fini o Alleanza Nazionale. Quel che è certo è che i giornali tedeschi fanno a gara a scrivere articoli senza cognizione di causa e con forti connotazioni ideologiche, come ha dimostrato l’infinito dibattito estivo circa il “kapò” Schultz e le ruggini tra Schroeder e Berlusconi.
Ci siamo accorti che i tormentati articoli del Filosofo (ed europarlamentare Ds) Gianni Vattimo sul neofascistico Berlusconi appaiono spesso in tandem, sull’Unità in Italia, e sulla Sueddeutsche Zeitung in Germania. Non era un quotidiano liberale la Sueddeutsche?
La Sz si autodefinisce “liberale di sinistra”: mi pare che questa etichetta se la sia autoattribuita anche l’Ulivo in Italia. Quello che in Germania solo in pochi sanno, è che nell’Ulivo ci sono molti post-comunisti. Forse i lettori di Sz non sono informati su cosa sia stata e cosa sia l’Unità. Fare menzione di queste cose in Germania equivarrebbe a turbare la rappresentazione manichea che i tedeschi fanno della politica italiana.
Ma possibile che ogni articolo sull’Italia contenga in forma più o meno esplicita un giudizio negativo sul governo Italiano?
Gli articoli pesantemente ideologici, e in parte carichi di odio personale, contro Berlusconi si spiegano a mio parere con due motivazioni. La prima è che i giornali tedeschi si premurano di stare, in politica estera, dalla parte dell’Ulivo. La seconda è che esiste una rottura anche dal punto di vista della politica interna. Agli italiani non viene “perdonato” il fatto di aver rotto un tabù. Nella mentalità tedesca dei partiti “borghesi” Forza Italia e i Ccd-Cdu hanno stretto un patto diabolico con formazioni che qui vengono considerate “di estrema destra”, la Lega Nord e Alleanza Nazionale. Sotto sotto c’è il timore che un simile fenomeno possa avvenire prima o poi anche in Germania.
Qual è il giornale italiano di riferimento in Germania?
Indubbiamente La Repubblica, la passione di quasi tutti i giornalisti tedeschi.

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