Bertinotti darà la mano a Bush. Ma senza farlo sapere a Fausto

L’altra sera, al bar sotto casa mia, a Pesaro, mi sono fatto un goccio assieme a Massimo Ambrosini, quello del Milan. Ebbene, Ambrosini aveva portato al bar con sé nientemeno che la coppa. Proprio quella della Champions. La teneva stretta fra le gambe, mentre coi gomiti, diciamo così, ci dava dentro. Mi ha raccontato che la coppa gliel’ha “prestata” Adriano Galliani in persona. Dice che dopo il rientro trionfale in Italia è andato da lui e gli ha detto: «Senti, io sono il calciatore più sfigato del Milan. Sono sempre infortunato, non gioco mai. Una volta che scendo in campo, perdipiù con la fascia da capitano, e vinco pure la Champions, bè, potresti lasciarmela tenere un po’». Morale, quel gran cuore di Galliani gli fa: «Mi raccomando, non perderla», e gli lascia la coppa per una settimana intera, e lui se la porta a casa. A Pesaro. E a proposito del rientro trionfale del Milan, sa cosa mi ha detto Ambrosini dello striscione anti-interista biasimato dai nostri correttissimi commentatori? Che quel giorno, sul tetto del bus, con lo striscione in mano, non riusciva a rispondere al cellulare. E così ha perso ben otto chiamate. Erano tutte di Galliani. Voleva solo dirgli: «Tira giù quello striscione, cretino». Sono cose che fanno bene al calcio, vero?
Simone Cecchini Pesaro

Ambrosini è quel discolaccio che avremmo voluto essere anche noi da grandi. Peccato che non abbiamo mai avuto un reddito adeguato a farci rappresentare da splendidi ragazzi come Ambrosini e come noi, certe volte, senza cervello.

Fausto Bertinotti, presidente della Camera dei Deputati, si rifiuterebbe di stringere la mano al presidente degli Stati Uniti, paese alleato dell’Italia. Come terza carica dello Stato, il sig. Bertinotti dovrebbe ricordarsi che rappresenta gli italiani, non solo i no global; che per rappresentare tutti gli italiani bisogna tenere comportamenti che non facciano vergognare nessun italiano; e che la dignità di uno Stato dipende dal comportamento dei suoi rappresentanti. E poi dicono che solo la sinistra ha il senso dello Stato.
Roberto Bellia Vermezzo (Mi)

Vede, il presidente della Camera ha tentato di cavarsi dal buco prima cercando di distinguere il Fausto privato dal Bertinotti pubblico. Poi, visto che le due sfere erano comunque destinate a incontrarsi nell’unica persona istituzionalmente presente al cerimoniale del “gradito” (Prodi) ospite (Bush), ha spiegato che, da buon terzo tra Fausto e Bertinotti, Ipc (Istituzione Presidente Camera) si sarebbe attenuto al cerimoniale. Ora vedremo se, quando stringerà quella di Gwb, la protesi di Ipc si dissocerà dalla mano destra di B. e dalla sinistra di F.

Dice che per la prossima visita del presidente Bush a Roma è nell’aria “una manifestazione creativa” dei no global. Non è che avrà ragione il Cnr a dire che, specie dalle parti dell’università, a Roma la cocaina è nell’aria?
Katia Schiavone Perugia

Senta, si metta nei panni di un figlio della Gbs (Generazione Broccoletti Sessantotto). Sveglia con cafferino e Manifesto. A nanna con birretta e spinello. In mezzo il parco giochi.

Alcune domande sulle trasmissioni Rai. 1) Perché nelle fiction (Un medico in famiglia, Il padre delle spose) ci sono sempre una coppia omosessuale felice e contenta e coppie eterosessuali in difficoltà? 2) Perché Pippo Baudo per presentare il festival di Sanremo deve essere pagato quanto sarebbe pagato un docente universitario che lavorasse 80 anni? 3) Perché si è imbastita una vergognosa trasmissione sui casi di pedofilia di sacerdoti cattolici andandoli a cercare in tutto il mondo e non si è fatta una analoga trasmissione su imam e mullah pedofili?
Fabrizio Bianchi via internet

Perché, come dice Giuliano Ferrara, la Rai è un’azienda culturalmente fallita. Quanto alla merce avariata importata dalla civilmente fallita Bbc raccomandiamo ai nostri lettori il convegno che si svolgerà lunedì 11 giugno, ore 21, al Centro Incontri Terrazza Solferino, via Bertolotti 7, Torino. Tema: “Attacco a Benedetto XVI. Il Papa, la pedofilia e il documentario Sex Crimes and the Vatican”, dove sarà presentato l’omonimo libro di Massimo Introvigne edito da Fede & Cultura. Partecipate numerosi.

Berlusconi non è qualunquista! Un redattore troppo disinvolto con le virgole – ne ammazza più la virgola che la spada! – ha stravolto il testo che è uscito giovedì 31 maggio. Il risultato è che “qualunquista!” rivolto dalla sinistra a Montezemolo è diventato, togliendo un punto esclamativo e anticipando una virgola, “il qualunquista” appiccicato al nome Berlusconi. Come tutti sanno, Berlusconi è “sceso in campo” non certo in nome dell’Uomo qualunque e dell’antipolitica, ma con il progetto di un’altra politica.
Giovanni Cominelli

Il refuso c’era, ce ne scusiamo, ma non brambilleggiamo, amigos.

Si legga questa chicca. «Aveva decorato l’asse del water del suo locale con alcune vignette satiriche di Libero con protagonisti Prodi e alcuni ministri e, per questo, un pizzaiolo di Sesto San Giovanni (Mi) dovrà pagare 1.666 euro di multa per “oltraggio a un corpo politico, amministrativo o giudiziario”, come prescrive l’art. 342 del codice penale». Ansa, 1 giugno. Gustosa, no?
Paolo Vites Milano

Questa ci mancava. La vignetta sul giornale non è oltraggio, ma la vignetta nel cesso è oltraggio. Ora, l’oltraggio dipende dal contenuto della vignetta o dal posto in cui viene affissa? Se volete ci autodenunciamo: appenderemo le vignette di Libero nel nostro bagno. In attesa della nascita dei Noscc (Nuclei Operativi Specializzati Controllo Cessi).

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