Biotech. Dalla tavola ai tessuti, il passo è breve
Va in scena labito del futuro. Se ne sta parlando a Parigi, allinterno della mostra “Mutations//Mode” in corso al Musée Galliera. La rassegna presenta l’evoluzione degli abiti e dei materiali che dagli anni ‘60 al 2000 hanno rivoluzionato maggiormente il nostro stile di vestire. Sono diversi i filoni che hanno caratterizzato gli ultimi quarantanni di moda. La prima parte del secolo ha visto l’affermarsi di una fase “chimica”, alla quale è seguita quella “tecnologica”: s’è cominciata ad usare la Lycra, una delle prime fibre elastiche, e con sempre maggiori evoluzioni s’è arrivati all’affermarsi del diffusissimo “pile”, o della più originale “Reflexite”, materiale con proprietà catarinfrangenti. Inoltre, s’è diffuso il Coolmax, capace di mantenere costante la temperatura corporea per chi fa sport, o l’”Outlast”, strato protettivo che assorbe il calore emesso dal corpo e lo rilascia in caso di abbassamento della temperatura. Oltre alla serie di materiali multimediali e interattivi, avanza la ricerca tra i materiali naturali ed ecologici. Entrano in scena, perciò, la pelle di squalo, il crine di cavallo, la spugna organica e le alghe. La mostra non lo dice, ma dovremo aspettarci anche una fase di fibre come cotone, lana, o lino geneticamente modificate. L’industria non ce ne parla ancora, ma la tavola potrà presto dire la sua. (mcpavarini@tiscalinet.it)
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