Bisogna chiedere (come dei mendicanti decisi)
In una mattina freddissima davanti al semaforo del Cimitero Monumentale di Milano un mendicante chiede l’elemosina agli automobilisti. è giovane, straniero, ha la mano e il braccio destro deformi, rattrappiti contro il petto. Gli automobilisti frettolosi e distratti guardano il semaforo, aspettando il verde. Il mendicante s’aggira fra le auto pronte a scattare, tendendo verso i finestrini serrati l’altra mano, quella buona. Ma, nel suo domandare è talmente esitante, che non si ferma nemmeno un attimo con quella mano aperta, chiedendo, aspettando. Come già certo che non otterrà nulla si allontana, verso un altro, e anche con quello avanza timidamente la sua richiesta esitante, e già volta le spalle – mentre scatta il verde, e il traffico riparte con frastuono, lasciando lì lo straniero senza neanche una moneta.
Mezz’ora dopo, davanti a una chiesa di periferia, un altro chiede l’elemosina. è un ragazzo, e ha le mani entrambe buone. Ma ti affronta – per quale disperazione? Chi, quanti ha a casa, a aspettarlo? – con una educata perentorietà, a cui non puoi negarti: «Per favore, dammi una moneta». Lo dice gentilmente, ma con fermezza, piantato davanti a te, guardandoti in faccia. Tu non sai il suo bisogno, ma non puoi dire di no, a uno che chiede così. E pare, in questa mattina gelida non solo di freddo, una lezione. Siamo tutti mendicanti. Ma occorre sapere mendicare. Soprattutto quando ciò che si chiede è la moneta per vivere oggi – quando è una grazia grande.
Si può mendicare chiedendo querulamente, come già piamente consolandosi di non ottenere. Si può mendicare da disperati, non credendo nemmeno davvero che nessuno ti darà nulla, come il ragazzo storpio al Monumentale – ed è la cosa più straziante, il fondo del buio. Si può mendicare con audacia e fede sfrontata: per favore, dammi – piantati davanti a colui cui si domanda, guardandolo dritto negli occhi. Chi allunga la mano vuota, e non ha nulla, o ha solo il suo dolore, con la sua domanda immensa pone la sfida più radicale: il miracolo. Occorrerebbe essere sfrontati, e insieme inermi. “Per favore, dammi”, con la perentorietà di bambini, e quella mano aperta: come ridotti a una pura domanda.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!