Blair e la strada del road-pricing

Di Bottarelli Mauro
29 Marzo 2007

Come finanziare le infrastrutture? Le strade sono sempre le stesse: affidarsi in toto all’intervento pubblico o imboccare la strada dell’intervento privato, esclusivo o in compartecipazione. Il governo britannico sta invece studiando una nuova formula per garantirsi risorse necessarie all’ampliamento delle reti stradali e ferroviarie, in alcune aree del paese ferme a dinamiche da anni Ottanta: un piano di road-pricing che contempli il pagamento di un pedaggio minimo di 1,28 sterline per miglio su alcune strade urbane ed extraurbane inglesi. Il piano, presentato in un report coordinato da Sir Rod Eddington, ex dirigente della British Airways, prevede che la Gran Bretagna venga divisa in patchwork di zone con strade a pagamento nelle quali agli automobilisti sarà chiesto di pagare prezzi diversi. L’obiettivo è quello di far pagare in base alle percorrenze e non alla strada percorsa. I ministri pensano che un sistema a zone protegga la privacy degli automobilisti e dissuada da percorsi nelle aree residenziali per evitare alte tasse sulle strade principali. Tutte le strade di ogni zona costeranno lo stesso prezzo, senza differenze legate alla congestione del traffico: un automobilista che percorre strade libere per arrivare al negozio pagherà lo stesso prezzo di chi non si allontana dalla strada principale sulla quale resta in coda. Stando a quanto filtrato nelle ultime settimane, l’idea di seguire il percorso di ogni automobilista con l’ausilio di satelliti potrebbe essere abbandonata a favore di un sistema complesso di prezzi delle strade differenziati per area. Si pensa a un tipo di pagamento “per quartieri” anziché per strade: il centro di una città congestionata potrebbe diventare l’area 1, la cintura adiacente l’area 2, i quartieri di periferia l’area 3 e l’area rurale circostante l’area 4. L’ammontare di quanto introitato dallo Stato attraverso la nuova politica di road-pricing sarà reinvestito in progetti infrastrutturali: un obbligo in un paese dove si stima che da qui al 2025 il congestionamento del traffico costerà 22 miliardi di sterline e dove la lunghezza di un tragitto su quattro è di soli 3 chilometri e 200 metri.

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