Blair? Un codice a barre

Di Newbury Richard
07 Giugno 2001
La politica come supermercato della qualità ed efficienza dei servizi. Siano essi di Stato o privati. Le nuove tecnologie e il mito della “democrazia diretta”. Blair vincerà le elezioni. Ecco la sua Gran Bretagna Spa, modello esportazione

Secondo i sondaggi elettorali, Tony Blair si sta incamminando verso una vittoria schiacciante, con poco meno del 50% dei consensi. Il sistema parlamentare britannico è congegnato per fornire forti maggioranze e garantire una democrazia rappresentativa, evitando quella diretta. Non importa tanto il principio “una persona – un voto”, importa piuttosto come li conti.

I pericoli della “democrazia diretta” e delle lobbies organizzate tecnologicamente

Nell’introdurre l’Education Act del 1870, seguito al suffragio universale, il Primo ministro disse «dobbiamo imparare a educare i nostri maestri (i nuovi elettori)». C’era il timore che una società con elettorato di massa e voto segreto, con partiti politici di massa, produzione di massa, consumo di massa, e mass media, portasse verso una “democrazia diretta”, oppure com’è accaduto, verso la dittatura di una maggioranza di classe operaia. Le nuove tecnologie della Rivoluzione Informatica stanno trasformando la politica tanto radicalmente quanto quelle della Rivoluzione industriale, e se non si vuole arrivare a una dittatura digitale, il governo deve garantire che i valori della giustizia e della libertà siano adattati alle nuove possibilità. I blocchi del carburante che hanno paralizzato la Gran Bretagna in settembre, e che hanno rischiato di ripetersi nuovamente durante la campagna elettorale, testimoniano quanto sia fragile una società dove se tutti riempiono i serbatoi finiscono le scorte di petrolio del Paese e insieme come “la tecnologia dell’approvvigionamento in tempo reale”, resa possibile dai codici a barre e dal computer, significa che le aziende non tengono scorte in magazzino e i supermercati comprano un articolo solo dopo che tu lo compri da loro. La Res publica è molto vulnerabile quando viene messa di fronte alla democrazia diretta dei gruppi di interesse particolare, come i camionisti, che non chiedono maggiore comprensione da parte dei propri rappresentanti eletti, ma un certo cambiamento della politica a proprio vantaggio. Succede così da quando, in nome della privatizzazione, le infrastrutture non sono più sotto il controllo di uno Stato che ha venduto anche una parte della sua autorità. E lo stesso si può dire per le aziende private, come le gigantesche compagnie petrolifere che per tagliare sui costi hanno trasformato tutti gli autisti in liberi professionisti, perdendo così il controllo della distribuzione dei propri prodotti. Si aggiunga a ciò la possibilità di organizzare azioni dirette dalla cabina guida del camion o da casa, grazie a Internet o all’uso dei fax e dei telefoni cellulari, e vedremo la realtà di una protesta nazionale che ha condotto un paese alla paralisi organizzata da una sperduta fattoria del Galles. Oggi radio e televisione invitano i propri ascoltatori a reagire votando via web e quest’opinione, raccolta “in diretta”, è come il giudizio del Colosseo romano che esercitava pressioni sui politici.

La vita nelle mani di un call-centre

Con la rapida crescita del commercio digitale attraverso la televisione interattiva, il cliente/elettore si aspetta una politica capace di soddisfarlo come qualsiasi altro prodotto. Non è “fedele” a un partito o a un negozio particolare, vuole semplicemente certi servizi da chiunque sia capace di distribuirli con più efficienza, nel tempo e nel luogo a lui più conveniente. Già il 2% della forza lavoro è impiegata nei call-centre e i ministri si sono lamentati perché chi è stato colpito dalle recenti inondazioni pretendeva che “il problema” fosse risolto con una telefonata. D’altra parte anche quei “servizi statali” in continuo aumento come le scuole, le prigioni e gli ospedali sono gestiti dietro licenza da società private. Oggi il “governo tiene il timone ma non rema”. Tuttavia queste minacce sono anche opportunità che fanno il governo molto più capace di risposta e interattivo coi suoi elettori/clienti, oltre a rendere la rappresentanza eletta più effettiva. Blair ha promesso che tutti i servizi pubblici saranno on-line entro il 2005. A livello locale questo sta già diventando una realtà. Per gli enti locali avere un sito web non solo facilita la comunicazione al cliente/elettore delle funzioni della pubblica amministrazione, delle politiche, dei comunicati stampa, ma significa anche la possibilità per ogni funzionario dell’amministrazione pubblica di avere tutte le informazioni sul proprio computer portatile, e perciò riuscire a rispondere a qualsiasi domanda su qualsiasi servizio da qualsiasi luogo. Per arrivare a un taglio del 10% sui costi della benzina, gli impiegati dell’amministrazione pubblica vengono incoraggiati a lavorare da casa o dal comune più vicino piuttosto che dal capoluogo. I consiglieri, i loro colleghi e il pubblico possono a loro volta raggiungerli da qualunque luogo e nei momenti più comodi, come la sera o durante i fine settimana, grazie a turni e orari di lavoro flessibili che gli impiegati dell’amministrazione che sono anche genitori trovano preferibili. I clienti possono inoltre consultare le pagine web delle altre contee per confrontare le offerte di servizi con quelle della propria contea e, sempre più, ogni contea può competere per gestire i servizi delle altre contee, com’è già successo con l’Amministrazione degli ospedali e i Gruppi d’ispezione scolastica. Oggi il governo nazionale e quello locale sono inseriti in un mondo dove metà degli sportelli bancari della Gran Bretagna stanno chiudendo perché le banche possono arrivare più vicino ai propri clienti con i popolari servizi bancari, telefonici e Internet, attivi 24 ore al giorno. Mentre la catena di supermercati Tescos ha appena assunto 7mila autisti per la consegna a domicilio delle ordinazioni via Internet. In Inghilterra, per tradizione, il governo locale ha sempre gestito scuole, strade, servizi sociali e programmazione. Che sono servizi sempre più integrati e il solo interesse dell’elettore/cliente è che vengano distribuiti in maniera efficiente. Questo è quello che Blair chiama “governo congiunto” e applica allo stesso modo ai ministeri connessi che si occupano di problemi sociali e hanno necessità di coordinare, per esempio, sanità, programmazione, educazione e polizia. Se questi servizi, nell’interesse pubblico, vengono distribuiti attraverso quelle nuove tecnologie che i clienti/elettori sono abituati ad utilizzare per l’elettricità, i telefoni o i servizi bancari, allora si può evitare la possibilità di un impiego populistico o finalizzato ad interessi di parte insita in queste tecnologie, come sono stati superati i rischi della “società di massa”, dopo alcune difficoltà iniziali. Gli “azionisti” delle assemblee legislative rispetteranno le decisioni equilibrate dei propri consiglieri d’amministrazione/legislatori se li vedranno lavorare efficientemente nel proprio “interesse”.

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