Blob di verità dal sen fuggite (anche ai giornali capita di dare notizie)

Di Tempi
20 Aprile 2006

 Alla puntata di “Porta a Porta” del 12 aprile, dedicata al commento degli esiti del voto del 9 e 10, erano in studio Clemente Mastella (Udeur), Pierluigi Castagnetti (Dl), Mario Baccini (Udc), Ignazio La Russa (An). Al termine Mastella si sarebbe avvicinato ai colleghi parlamentari del centrodestra dicendo: «Mannaggia, se lo sapevo che finiva così, stavo con voi».

 «Chi conta in Vaticano sa che non c’è sintonia tra il nuovo Papa e il segretario di Stato, Angelo Sodano, ereditato da Wojtyla e che peraltro nel 2007 compirà 80 anni. Ci sono sensibilità diverse, ci sono state anche contrapposizioni. (…) Per ora, Sodano è stato riconfermato. Ma solo pro tempore».
Vittorio Messori,
intervistato da Magazine, 30 marzo 2006

 «È un patto di sindacato che intanto ha permesso a una delle grandi istituzioni italiane di non finire in mani sciagurate e poi, per la composizione che ha, è un patto di sindacato con un bilanciamento interno che garantisce ai giornalisti e ai direttori dei giornali la loro vera autonomia». Mentre oggi «abbiamo gruppi editoriali gestiti da un unico proprietario che notoriamente il giornale lo fa lui dal comodino, nel suo letto, la mattina presto e i giornalisti prendono solo degli ordini».
Diego Della Valle,
membro del patto di sindacato Rcs Mediagroup.
Corriere della Sera, 5 aprile 2006

 «Un giornale è più libero se ha un solo proprietario e più azionisti ci sono più c’è il rischio del conflitto di interessi». Sono stato «contrario ad allargare la proprietà. Più allarghi più c’è il rischio di conflitti».
Cesare Romiti,
membro del patto di sindacato
e presidente onorario Rcs Mediagroup.
Corriere della Sera, 19 gennaio 2006

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