BODEI E SALVADORI CONTRO L’HYBRIS TECNICA

Di Lenzi Massimiliano
02 Giugno 2005

«I rischi dell’uomo onnipotente, la colonizzazione delle coscienze nell’era delle biotecnologie e della manipolazione genetica». L’allarme stavolta arriva da due laici convinti: Massimo L. Salvadori, editorialista del quotidiano Repubblica e docente di Storia delle dottrine politiche all’Università di Torino e Remo Bodei, filosofo dell’ateneo di Pisa. Scrive Salvatori in Le inquietudini dell’uomo onnipotente (Laterza, 2003): «L’uomo onnipotente rischia di addentrarsi in un’avventura sempre più densa di incognite. Il grande pericolo che si profila è il connubio tra insipienza e hybris: l’insipienza di un uomo che ha accumulato tanti saperi al punto di essere sopraffatto dalla propria incapacità di dare ad essi uno statuto adeguato e l’hybris che lo porta a perdere il senso dei limiti e a superare quei confini il cui rispetto è la condizione di un ordine politico e sociale in grado di assicurare un’accettabile convivenza e la salvaguardia dei diritti della natura». Un pericolo che allarma anche Remo Bodei. In Destini personali (2002, Feltrinelli) scrive: «La tecnica (…): lasciata a se stessa fa tutto quello che le è possibile fare. (…) Le biotecnologie sono oggi in condizione di creare, con mezzi non politici, l’uomo nuovo, denaturalizzato: selezionato geneticamente».

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