Boiccotali, manda un Eco in Francia
Boicottare la Francia? Da un punto di vista sportivo la più danneggiata sarebbe la Juventus. Almeno tre scudetti dell’era Platini, almeno due dell’era Zidane, almeno due dell’era Trezeguet. Peggio di una sentenza favorevole a Guariniello, molto peggio di un improvviso revisionismo arbitrale. La Juve è la squadra più franco-dipendente del nostro Paese. Però a me della Juve frega pochissimo, quasi niente. Volendo fare un boicottaggio come si deve, bisognerebbe non bere più champagne, non mangiare i loro formaggi, non andare in vacanza laggiù. Una roba da pirla, insomma. Lo champagne e i formaggi mi piacciono e ho ancora nel naso la salsedine dell’oceano che entrava dalla mia finestra aperta sul mare bretone. Quindi, il vero boicottaggio non è non comprare i prodotti francesi, ma affibbiargli delle ‘sole’ di prodotti italiani. Insomma, fare come ha fatto il Milan che ha inguaiato il Monaco cedendogli Vieri. Ecco, questa è la strada. Quindi la prossima mossa è spedirgli Umberto Eco e qualche altro fenomeno intellettuale di casa nostra. Certo, per ottenere questo bisognerebbe che Berlusconi vincesse di nuovo le elezioni. Lo so, c’è di meglio. Ma forse anche di peggio. Allons enfants.
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