Brasile, propagandisti tv in guerra

Di Bracalini Paolo
15 Novembre 2007

Un leader religioso sta piegando il dominio di Rete Globo, la tv finora quasi monopolista del mercato televisivo brasiliano. Il fenomeno si chiama Rede Record ed è di proprietà di Edir Macedo, “vescovo” e leader della chiesa evangelica neopentecostale Igreja universal. Macedo ha appena inaugurato anche Record News, primo canale in chiaro brasiliano dedicato alle news. Il parto è arrivato alla fine di una guerra fomentata da Rete Globo, sulla base di una legge che proibisce a un gruppo di possedere più di una rete in chiaro nella stessa città. Grazie a un cambiamento nell’assetto societario, Macedo ha ottenuto il via libera dal ministero delle Comunicazioni. Qualcuno ha anche ricordato la vecchia amicizia tra Lula e Macedo, quando nel 1992 l’allora sindacalista criticò duramente l’arresto dell’imprenditore Macedo. Ora la battaglia proseguirà sugli ascolti. Certo, Macedo conta sul finanziamento che deriva dal dìzimo, la decima parte dello stipendio che i fedeli devono versare alla Igreja. Ma è anche vero che dal 2004 è in atto un rinnovamento profondo nella programmazione di Rede Record, soprattutto nel redditizio campo delle telenovelas. Qualche mese fa Rede Record ha infatti superato Sbt, terza forza dell’etere brasiliano. A mettere in crisi Rede Globo ci pensa anche il governo Lula, che il 2 dicembre lancerà Tv Brasil, prima rete pubblica nazionale nella storia del Brasile. Priva di introiti pubblicitari, Tv Brasil godrà per il 2008 di uno stanziamento statale di 350 milioni di real. L’azienda pubblica, dice il testo di legge, dovrà «sviluppare la coscienza critica del cittadino mediante una programmazione educativa, artistica, culturale, informativa, scientifica e capace di promuovere il senso di cittadinanza». Ma sono in molti a temere che Tv Brasil si trasformi in una rete di propaganda governativa, una sorta di Tv Lula con obiettivo il proselitismo elettorale.

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