Brevi
Alla canna del gas
Infuria la polemica sui rigassificatori. Ma prima di capire le ragioni del contendere è sacrosanto dare risposta su cosa sia un rigassificatore. È come un grande termos, in cui il metano liquido viene scaricato dalle navi a 160 gradi sotto zero. Il liquido,poi, passa in tubature scaldate con l’acqua di mare. Il metano torna così allo stato gassoso e viene inoltrato sui gasdotti nazionali. Nei prossimi anni la generazione di elettricità tramite gas passerà dall’attuale 49 per cento al 60. Il rigassificatore è una soluzione per svincolarci dalla schiavitù dei metanodotti rafforzata dall’intesa Russia-Algeria che ha creato una vera e propria Opec del gas. Al Meeting di Rimini l’Ad. di Enel, Fulvio Conti, ha annunciato che la società investirà un miliardo di euro per la realizzazione di due rigassificatori e di un gasdotto. Il governo ha detto sì ai rigassificatori, ma ha imposto un tetto di quattro impianti. Scatta la polemica del governatore del Friuli, Riccardo Illy che ha sostenuto che il mercato dell’energia è liberalizzato e che questa decisione è «totalmente campata in aria».
L’acqua è necessaria più del petrolio.
A chi dicesse che l’acqua è più preziosa del petrolio darebbero sicuramente del matto. Noi siamo abituati all’Europa in cui il problema idrico non esiste o esiste solo per l’agricoltura nei momenti di siccità, come quelli che abbiamo dovuto affrontare nell’estate 2006. Ma ci sono zone nel mondo in cui l’acqua è più preziosa
dell’oro. Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), 5 milioni di persone muoiono ogni anno per malattie riconducibili all’acqua. Non solo: 16 persone su 100 hanno accesso all’acqua potabile. Le altre 84 la trovano lontano da casa, presso pozzi in cui la quantità è scarsa e la qualità è scadente. L’Oms afferma inoltre che sotto la soglia di 50 litri al giorno si può già parlare di sofferenza per le popolazioni. Di fatto il 42 per cento della popolazione umana (cioè 2,5 miliardi) vive in situazioni igieniche drammatiche determinate dalla carenza d’acqua.
Pecoraro s’abbronza col sole tedesco
Il ministro pecoraro scanio accelera sul fotovoltaico, cioè la produzione di energia elettrica tramite il sole. Col prezzo del barile di petrolio in costante ascesa bisogna puntare sulle energie rinnovabili. Il modello è quello tedesco: la quota percentuale sul totale dell’Europa a 25 vede in testa la Germania che utilizza l’energia solare all’85,6 per cento. Segue la Spagna con il 3,2 per cento, l’Olanda con il 2,95 per cento e al quarto posto l’Italia con il 2,04 per cento. Il ministro ha destinato circa 2 miliardi di euro (rastrellati con la sovrattassa per le energie rinnovabili che si paga con la bolletta elettrica) e ha abolito il tetto degli impianti solari incentivabili. Il programma dell’Unione prevede per il 2011 la riduzione del 20 per cento dei consumi elettrici, puntando al 25 per cento della produzione elettrica con fonti rinnovabili. Programma ambizioso per un governo che naviga a vista.
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