Brevi
Milano respira
Se domandate ai milanesi cosa ne pensano della qualità dell’aria in città reagiranno di sicuro negativamente, influenzati come sono dai mass-media che ne dicono di cotte e di crude sulle emissioni di monossido di carbonio e sulle polveri sottili (PM10). In realtà non è così, come risulta dai dati raccolti dall’Arpa (Agenzia regionale protezione ambientale) della Lombardia. Secondo Carlo Marino, presidente dell’Arpa Lombardia, «la qualità dell’aria è in continuo miglioramento: inquinanti quali l’anidride solforosa, il monossido di carbonio, il benzene, il piombo sono ampiamente entro i limiti…». «I miglioramenti della qualità dell’aria – continua Marino- sono dovuti alla progressiva metanizzazione nella produzione di energia e nel riscaldamento, dove il metano ha sostituito olio e carbone. E all’uso della benzina verde». Il problema sono il PM10 e l’ozono. «Le fonti del PM10 in Lombardia – conclude Marino – sono il traffico, il riscaldamento civile, la produzione di energia e i cicli tecnologici». Proprio su questo bisogna intervenire.
Bersani aumenta gli stoccaggi del gas
L’Italia ha un sistema energetico che è basato sulla combustione degli idrocarburi importati (petrolio, gas, ecc.). È chiaro che più sale il prezzo del petrolio più sale il costo della bolletta energetica. Questo fattore è determinante soprattutto per lo sviluppo del nostro sistema economico e delle nostre imprese. Lo scorso inverno il nostro sistema energetico è entrato in crisi perché lo stoccaggio del gas era assolutamente inadeguato. La “cabina di regia” situata presso il ministero dell’Ambiente, di cui fa parte anche il ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, ha deciso di potenziare proprio gli stoccaggi del gas naturale. Il piano del ministro prevede un capovolgimento delle fonti energetiche a favore del gas e a scapito del petrolio. Per il 2010 – in base al piano – è previsto il sorpasso con 81,7 milioni di Tep (tonnellata equivalente di petrolio) per il gas, contro gli 81,3 del petrolio.
Viaggeremo con i biocarburanti
Secondo il rapporto Biofuels for transportation del Worldwatch Institute, nei prossimi 25 anni il combustibile biologico, ottenuto da fonti rinnovabili quali olii vegetali e grassi animali, potrebbe far viaggiare il 30 per cento dei mezzi di trasporto europei e il 37 di quelli Usa. In base ai dati del rapporto nel 2005 la produzione mondiale di biocombustibili ha varcato la soglia dei 670 mila barili al giorno, vale a dire l’1 per cento di quanto consumano ogni giorno i trasporti mondiali. Questo non significa che il petrolio uscirà presto di scena, ma la produzione di etanolo e biodiesel è raddoppiata in un solo anno. Non ci sono solo il Brasile e gli Usa in testa alla classifica della produzione di biocarburanti, ci si muove anche in Europa. La Germania nel 2005 ha lanciato un progetto sui biocarburanti che prevede di incrementarne il consumo del 70 per cento nei prossimi 3 anni.
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