Brevi

Di Degli Occhi Alessandro
05 Ottobre 2006

Ce la faranno?
Secondo alcuni scienziati statunitensi dello United States Geological Survey, di petrolio ce ne sarebbe ancora per 93 anni. Nel 2099 il petrolio di cui il mondo dispone ora (320 miliardi di tonnellate) andrebbe completamente esaurito. Profezie di questo genere se ne sono fatte tante. Si ricorderà, ad esempio, quando nel ’68 si diceva che negli anni 90 il petrolio si sarebbe esaurito. Solo balle. Però i derivati del petrolio inquinano e quindi ecco che spuntano i biocarburanti. I biocarburanti derivano dalle coltivazioni di mais, di canna da zucchero e da altri vegetali. Però vengono considerati poco efficienti. Si pensi che il bioetanolo ha una resa energetica bassa perché produce 1,3 joule di energia mentre per produrlo ci vuole 1 joule (a livello internazionale l’unità di misura dell’energia è il joule). È per questo che molte aziende biotech vogliono modificare geneticamente il dna di alcune piante per renderle più efficienti nella produzione di energia. Vinceranno la sfida di inquinare meno l’aria? Ai posteri l’ardua sentenza.

Gli aerogeneratori stanno in silenzio
Ci sono italiani che non vedono di buon occhio l’energia eolica.
A causa dei rumorosi e antiestetici aerogeneratori che rovinano il paesaggio. Gente con la puzza sotto il naso. Se si individua il posto giusto, lontano dai centri abitati, dove il vento soffia a una velocità di almeno 5 metri al secondo e per un congruo numero di giorni l’anno, il gioco è fatto. Nel 2005 in Italia – secondo i dati dell’Anev (Associazione Nazionale Energia del Vento) – si è prodotta energia elettrica eolica per 2,14 miliardi di Kwh, pari al consumo di 3 milioni di cittadini italiani. La tendenza viene confermata anche a livello mondiale, tanto che la potenza installata aumenta del 25 per cento ogni anno. Non solo: l’innovazione tecnologica ha consentito di ovviare alcuni problemi che riguardavano il rumore degli aerogeneratori. Ora – grazie alle modifiche apportate – il livello delle emissioni acustiche è praticamente pari a zero.

Come proteggere l’ecosistema alpino
Il Wwf e la Rigoni di Asiago si sono alleati per sostenere il progetto Ecoregioni Alpi. È un’iniziativa che ha la finalità di proteggere l’ecosistema alpino e coinvolge oltre che il Wwf Italia, anche quello austriaco, svizzero e francese. La Rigoni nasce nel 1922 come azienda artigianale: Apicoltura Rigoni Asiago. Da allora ne ha fatta di strada: ha ormai conquistato il mercato italiano con la vendita di prodotti biologici e marmellate. Proprio qui nasce il percorso comune tra Wwf e Rigoni: bisogna salvaguardare l’ecosistema alpino e proteggere le specie in via di estinzione. Da qui il Wwf Italia e la Rigoni hanno varato il progetto l'”Avvocato dell’Orso” teso a spiegare alle popolazioni alpine che esistono altri mezzi, già usati con successo, per proteggere bestiame e arnie: recinti a bassa tensione e spari a salve per allontanare gli orsi più
intraprendenti.

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