Buona Pasqua (per risorgere dal Viagra-pensiero)
Gerardo Pintus, in un articolo apparso sulla “Libertà” di Piacenza se la prende con i personaggi di certe trasmissioni gastroalimentari televisive. Li trova grassi, meditabondi, che perdono i capelli e con le borse sotto gli occhi. Un orrore. L’allusione, al duetto “quintalario” di Mela Verde, Raspelli e Massobrio, e agli altri due uomini tv, Vissani e Petrini, non è certo velata. Ora, tralasciando ogni valutazione in merito al fatto che i quattro “buchino” o meno lo schermo – l’audience di Mela Verde, peraltro, sembrerebbe confermare che “grasso è bello”! – credo che sia opportuno riflettere sull’abitudine che si va sempre più radicando tra alcuni intellettuali del nostro paese, di dirci cosa dobbiamo fare, come dobbiamo comportarci, e, addirittura, come dobbiamo essere. Ma ci vuole spiegare Pintus per quale motivo un signore che di mestiere fa il critico enogastronomico o lo chef, oltre a doversi portare addosso i segni inevitabili delle sue fatiche e del suo lavoro, dovrebbe anche preoccuparsi di costruirsi un fisico da fotomodello, di avere un look da lord Brummel e di sfoggiare un sorriso da Alain Delon? È la stessa logica, ahimè, per cui una donna che ha messo al mondo tre o quattro figli, e si ritrova con qualche ruga e chilo in più, viene considerata meno “donna” di quella che ha “salvaguardato la sua femminilità” passando ore intere a farsi sistemare dall’estetista e dal parrucchiere. O per cui un giovane viene considerato “out”, se non circola con abiti firmati e non s’ingozza di hamburgher e patatine di Mac Donald. È il trionfo del “Viagra-pensiero”, una sorta di morale in pillole, che ci vuole tutti sani e belli, ma tanto tanto vuoti. Ebbene, rammaricandomi per il fatto che tramite video non si sentano gli odori – se no chissà cosa avrebbe scritto Pintus dei nostri quattro moschettieri! – dedico il brindisi di questa settimana a Sergio Romano che all’affermazione “Vada per il cioccolato, ma le coppie gay no!” di Gianni Mereghetti, – un signore che credo possa entrare nel guinness dei primati per il numero esorbitante di lettere inviate a quotidiani e periodici, – ha risposto titolando il suo articolo “Coppie gay e cioccolato pari sono”. Una replica intelligente, che ricucendo la divisione moralisteggiante fra questioni “nobili”, e questioni di “ventre”, fornisce un criterio molto semplice per valutare l’operato dei nostri politici. Chi non è serio e responsabile nel prendere decisioni di “poca importanza”, difficilmente lo sarà nell’affronto delle grandi battaglie ideali. E per accompagnare l’agnello pasquale – di marzapane e di una bontà paradisiaca – della pasticceria Alda di Tuglie (Le), Tel. 0833/366262, scelgo il Recioto di Soave I Capitelli di Roberto Anselmi (Tel. 045.7611488), un vino “grasso” e ricco, dagli intensi profumi di agrumi e di frutta candita. Buona Pasqua. ardocg@tin.it
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