Buona vacanza
Buona vacanza A Dio Eri, come la “lettera smarrita” di Poe Nello spazio impensato perché scontato.
Eri e Sei – forse ora ho capito – Fra le parole che ho tanto usato e osato;
sempre ci sei stato, eri lì, ci sei ancora e voglio decifrarti, stanarti usando sì le parole ma in modo diverso e in diverso modo la follia, il mestiere con cui la parola mi diventa grafia, mania, nodo, vuoto suono od effetto. E fola.
Solo quello so fare, solo lì
C’è speranza che tu adesso compaia, perfetto se vuoi in rima, rimando con te stesso, in un metro o in un altro. Tu puoi innalzare al cielo qualunque prosodia purché Tu appaia, le fruste parole si faranno Parola, e col mio io sepolto finalmente parlerai, che mai è stato quel che era forse destinato ad essere, un io mancato, strangolato.
Parlami a perdifiato. Ti cedo Ogni suono o silenzio; e già ti vedo Emergere da quella pila di parole Inutilmente sparse nel cassetto, Cancellarne rime e rumore, facendone linguaggio perfetto.
Cancella anche me, cambiami, conducimi, parla Tu per sempre, Signore.
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