Buoni (ma troppi) medici
In Italia i medici sono ancora troppi (6 ogni 1000 abitanti, contro i 3,2 dei paesi Ue), con un trend costante (6.000 laureati all’anno, di cui il 90% vuole specializzarsi). Nell’autunno 2002 si sono verificati scioperi e proteste da parte dei 25mila medici specializzandi italiani. L’origine sta nel mancato stanziamento, nella legge finanziaria 2003, dei fondi necessari all’attuazione del Decreto Legislativo 368/1999 di riforma delle Scuole di Specializzazione. Secondo Manuel Corato, medico specializzando presso l’Istituto Neurologico Mondino di Pavia, «La trasformazione delle borse di studio in contratti di formazione-lavoro per i medici specializzandi, come avviene nella maggior parte dei Paesi europei, rappresenterebbe certamente un passo avanti. Ma meglio sarebbe l’introduzione dei “buoni specializzazione”». In che modo? «Il medico laureato che vuole diventare specialista si iscrive ad un esame organizzato dall’Università. Se idoneo il “buono” viene assegnato non più alle Scuole come avviene oggi per le borse di studio, ma nominalmente al candidato, che dovrebbe poterlo spendere all’interno della rete formativa offerta dalle diverse Scuole. In questo modo si ottiene a costo zero un inizio di competizione tra le varie Scuole, che saranno spinte a migliorare la loro capacità formativa».
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