Buono, bene, per-bene

Di Pavarini Maria Cristina
15 Dicembre 2000
La vita moderna richiede sforzi sempre maggiori per riuscire a rimanere a galla.

La vita moderna richiede sforzi sempre maggiori per riuscire a rimanere a galla. Se un tempo l’atteggiamento “buonista” sembrava essere il miglior antidoto per far bella figura in ogni circostanza, oggi sembra superato, o almeno sentito come scontato e ipocrita. Poi è esploso il “benismo”, tuttora in voga. Per sentirsi bene, o meglio, siamo disposti a tutto: ci sottoponiamo a trattamenti di medicina alternativa, cromoterapia, aromaterapia, cristalloterapia, yoga, meditazione orientale, shiatsu. Tuttavia, anche tutto questo sembra scontato e ritrito. C’è poi chi si mette in contatto con specialisti virtuali, soprattutto cyberpsicanalisti, per informarsi su patologie, cure e terapie (www.testatestesso.com), ma anche per sottoporsi a forme sperimentali di psicoterapia virtuali (www.psychoinside.it). Tuttavia, per risolvere i nostri problemi pare che non occorra più cercare di migliorarci dentro, ma sembra appagarci la calma apparente dell’esteriorità, cioè il “per-benismo”. Ciò che conta oggi, ed è l’ultimo grido, è il rispetto della forma. E per chi non è esperto? Sibilla Della Gherardesca, nobildonna fiorentina, ha pubblicato “Non si dice ‘Piacere’!”, è il nuovo galateo del terzo millennio. A Milano, in Via Cerva 25, al Mee too si tengono lezioni di comportamento e moderno bon ton. Il buon senso non basta. Esistono guide e corsi. (mcpavarini@tiscalinet.it)

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