Buono, ma di padre ignoto

Di Alciati Piero
11 Gennaio 2007

Alle nozze fra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti in quel di Cremona nel 1441 sarebbe stato preparato un dolce tanto simile all’attuale torrone, di cui oggi i cremonesi rivendicano la paternità. Composto da miele, mandorle e bianco d’uovo non può che esserne il progenitore. Dicono che prenderebbe nome dal Torrazzo, la torre campanaria sovrastante la cattedrale. Così sarà successo, ma è certo che anche i romani, sempre loro, conoscessero un dolce simile chiamato Cuppedo e curiosamente, cupeto è il nome con cui si indica ancora oggi il torrone in alcune zone dell’Italia meridionale. Secondo altri invece sarebbe stato inventato in Cina e arrivato fino a noi insieme agli arabi come variante a un loro dolce tradizionale di miele e sesamo la cubbaita. appunto. Il termine torrone deriverebbe quindi dallo spagnolo turron, di derivazione araba, che vorrebbe dire abbrustolito e un’altra radice parrebbe essere suggerita anche dal latino torrere, tostare. Se si desidera mantenere vivo il sapore del Natale anche appena passate le feste, ecco una semplice ricetta per fare il torrone in casa. Portare a ebollizione 200 gr di latte e nel frattempo sbattere 2 tuorli d’uovo con 30 gr di zucchero, poi unirli al latte non appena ha preso il bollore. Lasciar cuocere abbassando subito il fuoco per un minuto mescolando sempre. Aggiungere poi 3 fogli di gelatina ammorbidita in acqua fredda. Lasciare quindi raffreddare amalgamando poi 150 gr di torrone sbriciolato, quindi incorporare 200 gr di panna montata rimestando molto delicatamente. Lasciar infine riposare il tutto in frigo per 4-5 ore.

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