BUROCRATICO SPAZIO VITA
A Strasburgo c’è qualche problema di spazio.
La proliferazione di Stati membri, lingue, parlamentari e personale ha mandato in tilt l’assetto logistico delle istituzioni. Per legge le riunioni delle commissioni parlamentari sono aperte al pubblico, nella realtà dei fatti molto meno. Il numero di posti disponibili si è ridotto con l’aumento del numero degli eurodeputati, gli assistenti dei parlamentari fanno addirittura fatica a trovare un posto libero e senza un posto non si ha accesso all’interpretariato, il che rende impossibile seguire i dibattiti tenuti nelle venti lingue ufficiali dell’Unione. Dunque, mentre il numero dei cittadini che avrebbero il diritto di assistere ai lavori parlamentari aumenta, diminuiscono le possibilità di farlo.
Per non parlare dei controlli all’ingresso: file interminabili per ottenere i permessi e metal detector come all’aeroporto. E adesso con ancora più gente, l’unica soluzione trovata dagli euroburocrati alle prese con un lebensraum troppo invadente è stata di spostare l’ingresso e raddoppiare i controlli.
Risultato: confusione bizantina. Ma i lavori di costruzione sono all’ordine del giorno e il cantiere perenne all’esterno del Parlamento è metafora neanche troppo sottile di una impalcatura cui manca sempre qualche bullone. Ue: lavori in corso, vietato l’ingresso ai non addetti.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!