C’è anche chi preferisce i barbari a Bob Benigni
Egregio direttore, su suggerimento della mia ventenne ed entusiasta primogenita ho visto al cinema l’ultimo film di Benigni (da voi così duramente criticato…) e devo dire che l’ho trovato splendido. Forse dovremmo imparare un po’ tutti, compreso il signor “zio Oscar” ad essre più semplici (anche di cuore) e un po’ meno “faziosetti” per saper cogliere in tutto ciò che incontriamo e vediamo quel che c’è di buono e di bello da trattenere. A me, semplice e poco edotta madre di quattro figli e di uno in arrivo tra poco da un altro continente, questo film poetico e drammatico che in alcuni passaggi di sguardi e battute ho trovato commovente, ha confermato che è proprio bello “esserci” (come dice l’interprete in un bel passaggio) e in forza di questo dare la vita “muovendosi” eccome per coloro che amiamo e non per un’idea astratta. Proprio per questo adesso La saluto, mi scuso di averLe fatto perdere del tempo prezioso e vado a fare i letti e la spesa!
Eliana Gandini, via Internet
Simone Fortunato, alias zio Oscar, è un barbaro. Ma non ci credo che si sia lasciato prendere la mano dal pregiudizio indecente (ha perfino scritto bene de “La Vita è bella”). Stiamo in questo modo: lei sta con il poeta Davide Rondoni, che scrive su Avvenire il suo amore per Bob (“Celentano si lamenta, Benigni desidera”), noi stiamo col barbaro. Se poi ci scappa di buttar via qualche euro e vedere il tigrotto innevato, non mancheremo di cambiar parere se, come prevedibile, Benigni si confermerà la mamma di tutti i letti rifatti alla poesia poetica poeticissima.
Io sono / un uomo nuovo / talmente nuovo che è da tempo che non sono neanche più fascista / sono sensibile e altruista / orientalista / ed in passato sono stato / un po’ sessantottista / da un po’ di tempo ambientalista / qualche anno fa nell’euforia mi son sentito / come un po’ tutti socialista. // Io sono / un uomo nuovo / per carità lo dico in senso letterale sono progressista / al tempo stesso liberista / antirazzista / e sono molto buono / sono animalista / non sono più assistenzialista / ultimamente sono un po’ controcorrente / son federalista. // Il conformista / è uno che di solito sta sempre dalla parte giusta, / il conformista ha tutte le risposte belle chiare dentro la sua testa / è un concentrato di opinioni / che tiene sotto il braccio due o tre quotidiani / e quando ha voglia di pensare pensa per sentito dire / forse da buon opportunista / si adegua senza farci caso e vive nel suo paradiso. // Il conformista / è un uomo a tutto tondo che si muove senza consistenza, / il conformista s’allena a scivolare dentro il mare della maggioranza / è un animale assai comune / che vive di parole da conversazione / di notte sogna e vengon fuori i sogni di altri sognatori / il giorno esplode la sua festa / che è stare in pace con il mondo / e farsi largo galleggiando / il conformista. // Io sono / un uomo nuovo / e con le donne c’ho un rapporto straordinario sono femminista / son disponibile e ottimista, europeista / non alzo mai la voce / sono pacifista / ero marxista-leninista / e dopo un po’ non so perché mi son trovato / cattocomunista. // Il conformista / non ha capito bene che rimbalza meglio di un pallone / il conformista aerostato evoluto / che è gonfiato dall’informazione / è il risultato di una specie / che vola sempre a bassa quota in superficie / poi sfiora il mondo con un dito e si sente realizzato, / vive e questo già gli basta e devo dire che oramai / somiglia molto a tutti noi / il conformista. // Io sono / un uomo nuovo / talmente nuovo che si vede a prima vista sono il nuovo conformista.
Giorgio Gaber, Via Eternet
E’ la prima volta che dissentiamo radicalmente da Giuliano Ferrara circa il prode Adriano. Ma chissà perché, noi destinati a morire non ci rassegnamo all’idea che avevo vent’anni, era tutto Azzurro, non diteci che è l’età più bella età della vita e poi raccontateci tutte le minchiate che passano nella testa di un autore Rai.
Cosa ne pensa di quel che ha detto il presidente iracheno al Corriere della Sera, sabato 22 ottobre, lo stesso giorno in cui Crozza ha fatto vedere il suo succhiotto arcobaleno a Repubblica?
Giovanni Buscetta, via Internet
Sì, abbiamo letto, come stiamo leggendo sul Giornale le corrispondenze dall’Irak del grande Gian Micalessin. è sempre un godimento che lascia però l’amaro in bocca vedere il mondo reale degli uomini vivi prendere a schiaffoni quello virtuale dei dead man walking panciafichisti. Sentire certe lezioni di civiltà da gente come il curdo Talabani, che ha passato la vita a combattere per la libertà del suo popolo e che dice ad Andrea Nicastro che non capisce proprio con quale coscienza pulita l’Europa regga il moccolo ai peggiori dittatori del mondo purché siano antiamericani, fa quasi tristezza. Cosa vuole che pensiamo: là ci sono uomini liberi, qui ci sono ragazzini viziati, col ciuccio rinsecchito in bocca e il portafoglio gonfio in saccoccia.
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