C’è del Buono in Piemonte
Anche a Torino ce l’hanno fatta. La settimana scorsa il consiglio regionale piemontese ha approvato la legge sul buono scuola e così tutte le regioni del Nord governate dalla Casa delle libertà hanno all’attivo un finanziamento alle famiglie per la frequenza degli alunni nelle scuole non statali. Da Genova a Venezia passando per Torino e Milano il principio della libertà di educazione non è più un valore astratto. Cosa impensabile solo due anni fa e che segna un’inversione di tendenza rispetto allo statalismo imperante. La battaglia a Torino è stata dura visto un regolamento del Consiglio regionale che permette a chiunque di presentare illimitati emendamenti, l’intransigenza dei Ds e di Rifondazione e il generale disimpegno della Margherita. Il partito di Rutelli non ha voluto contrastare la legge, ma ha avuto paura di avvicinarsi troppo agli avversari. Ci sono volute 6 settimane di lavoro, ben 41 sedute del consiglio regionale, di cui 5 serali e tre notturne per stanziare 18 milioni di euro. Una briciola per il bilancio della Regione Piemonte, una montagna per la sinistra pedemontana che da almeno due anni ha fatto di tutto per mettere i bastoni tra le ruote al buono scuola. Il relatore di maggioranza, nonché capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Valerio Cattaneo, ha dichiarato di aver vinto una sfida con la minoranza. «Avevano detto che non ci saremmo mai riusciti, ma faccio presente che non è mai mancato il numero legale nel lungo iter di discussione. è stata una prova d’onore della nostra compagine con una maggioranza di 37 voti favorevoli provenienti dalla Cdl, Margherita, e Udc. Determinante il ruolo dei radicali che voglio ringraziare personalmente». Si tratta di una legge delega il cui regolamento dovrebbe essere varato dalla giunta guidata da Enzo Ghigo entro fine estate affinché le domande delle famiglie possano arrivare a dicembre e permettere l’erogazione dei contributi entro la fine del prossimo anno scolastico. Per ora sono noti i limiti di reddito; sotto i 15.500 euro verrà sovvenzionato il 100% delle rette, mentre il reddito massimo familiare per accedere al buono scuola è stato fissato in 61mila euro lordi. Anche Giampiero Leo, assessore all’Istruzione di palazzo Lascaris, ha fatto presente che è stato ribadito il diritto della famiglia a scegliere liberamente il percorso educativo per i figli e ha anche annunciato la prossima revisione della legge 49 sul diritto alla studio.
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