C’è lavoro per tutti

Di Degli Occhi Alessandro
07 Dicembre 2006
Disabili, ma anche ex detenuti ed ex tossicodipendenti. C'è una cooperativa che impiega chi ha voglia di mettersi in gioco

Introdurre nel mondo del lavoro persone svantaggiate, altrimenti condannate all’inattività, fa bene alla società in tutti i sensi. È questa l’intuizione che anima la cooperativa Solidarietà e lavoro, come spiega il presidente Francesco Luoni.
Di cosa si occupa Solidarietà e lavoro?
Solidarietà e lavoro è una cooperativa sociale di tipo B e ha come scopo favorire l’inserimento nel mondo del lavoro di persone svantaggiate. La categoria dello svantaggio comprende oggi diverse tipologie di disabilità, non si parla solo di disabili psichici o fisici, ma anche di una serie di categorie relative alle “nuove povertà” come persone a rischio di esclusione sociale, ex-detenuti, ex tossicodipendenti o ex-alcolisti e anche persone già avanti negli anni che hanno perso il lavoro, giusto per parlare di un argomento di attualità.
Come è nata?
È nata 11 anni fa e da subito si è specializzata in lavorazioni di assemblaggio. Questo è stato il primo settore con cui è stata avviata l’attività della cooperativa con anche il primo dipendente, un ragazzo disabile. Negli anni l’attività si è sviluppata e diversificata e oggi conta una dozzina di clienti per conto dei quali vengono assemblati componenti idraulici, resistenze elettriche, o vengono svolti lavori di cartotecnica. È un settore dove sono richieste lavorazioni – “di basso profilo” – su grandi numeri per cui si tratta di assemblare parecchi componenti. Da quest’anno abbiamo sviluppato anche il settore del confezionamento termoretraibile; oltre alla parte di assemblaggio, alcuni clienti ci hanno chiesto anche di confezionare i pezzi e quindi ci siamo attrezzati in modo tale da soddisfare tutte le richieste.
Come si sta sviluppando il vostro lavoro?
Nel 2004, quando sono diventato direttore della Solidarietà e lavoro, abbiamo iniziato a portare avanti nuovi lavori, con l’intenzione di diversificare l’attività. Per esempio abbiamo avviato il settore di lavorazioni meccaniche, dove stampiamo in conto lavoro diversi tipi di guarnizioni che vengono distribuite dal cliente in Italia e in Europa. Cerchiamo di fare il nostro lavoro al meglio. I due capi reparto coordinano i settori di lavoro che oggi impiegano 16 dipendenti, di cui 11 svantaggiati assunti a tempo indeterminato. Oltre ai dipendenti altrettanto significativo è l’apporto dato dai tirocinanti (tutti svantaggiati), che nell’arco della giornata vengono al capannone per sperimentarsi in un contesto lavorativo protetto.
Qual è la ragione per cui avete iniziato?
La ragione che ci ha messo assieme è quella non tanto di rispondere al bisogno, ma di condividerlo. La cooperativa è nata dall’esperienza di Solidarietà e servizi, che è stata la prima cooperativa sociale di tipo A nata in provincia di Varese. Solidarietà e lavoro è nata perché un utente in modo molto chiaro ha espresso un desiderio: «Mi piacerebbe lavorare con voi.». Per questo è nata la cooperativa: per dare lavoro a qualche amico e per condividere il desiderio di lavorare di persone svantaggiate che hanno residue capacità lavorative. Non tutte possono lavorare, ma chi può ben venga.

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