C’è qualcosa di peggio dell’ultrà spaccavetrate

Di Fred Perri
22 Novembre 2007

Il problema non sono gli ultrà. Il problema non sono gli ultrà che sfondano le vetrate con i tombini, che assaltano le caserme, che bruciano i cassonetti. Il problema sono gli ultrà che si aggirano per i giornali, per le tv e, peggio ancora, per i due rami del Parlamento. Il calcio è l’unico luogo non razionale di questo paese. Appartiene al nostro livello fantozziano. Non quello del ragioniere vessato, ma quello del tizio in canotta che prepara la serata di Italia-Inghilterra al grido di: «Frittatona di cipolle, birra gelata e rutto libero». Ecco, questi che non vanno allo stadio, ma che dentro di loro ragionano da ultrà sono i peggiori. Ho letto su Repubblica che uno dei leader della curva Sud della Roma, di estrema destra, collaborava con il mitico Paolo Cento, esponente dei Verdi. Ogni volta che in Parlamento appare una legge che colpisce le frange più violente, si forma una lobby trasversale che va da destra a sinistra e affossa tutti i tentativi di fare pulizia. Il primo livello di risoluzione del problema passa attraverso la politica. Un giorno gli inglesi, che stavano peggio di noi, decisero che la misura era colma. Fecero la legge, svuotarono le curve dei lestofanti e riempirono le galere. Lo so, lo so, non fate i fenomeni. Gli inglesi avevano madama Thatcher e noi Berlusconi e Prodi. Quindi se volete portare vostro figlio allo stadio in serenità, abbonatevi a Sky.

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