«C’è un consumo gigantesco di cocaina». Che fa Amato, attacca l’establishment?

´ «Mi stupisce che Catricalà intervenga nel corso di un procedimento legislativo», dice Luigi Zanda a Repubblica (29 gennaio).
Ma chi si crede di essere Catricalà: Edmondo Bruti Liberati o Armando Spataro?
´ «Clemente si vuole intestare una posizione che non hanno nemmeno Chirac o la Merkel», dice Alfonso Pecoraro Scanio a Repubblica (29 gennaio).
Quando francesi e tedeschi erano ancora sugli alberi, i sabini già facevano il caciocavallo.
´ «Le tette rifatte stanno vivendo una seconda giovinezza», dice Marcella Gabbiano sulla Repubblica (29 gennaio)
È un po’ come il Prodi bis, che però è più gonfiato di una media tetta rifatta.
´ «Contento che il governo vada avanti su questa strada e che i temi portati all’attenzione di Confindustria siano al centro dell’attività», dice Luca Cordero di Montezemolo a Liberazione (25 gennaio).
Quale dei temi confindustriali ha più successo con l’attuale governo: l’esproprio di Telecom Italia, quello di Autostrade o la fondazione di una nuova Iri?
´ «L’Udc sta andando verso il cambiamento», dice Pierferdinando Casini all’Unità (28 gennaio).
È un po’ la storia di Vladimir Luxuria.
´ «Quella che abbiamo votato è un’operazione gigantesca», dice Pierluigi Bersani alla Repubblica (27 gennaio).
Un’altra volta Bersani s’è messo a usare il cannocchiale dalla parte sbagliata.
´ «A me però non ha fatto complimenti», dice Elena Russo sul Corriere della Sera (1 febbraio).
Perché non chiede le scuse a Berlusconi? Magari il Riformista le potrebbe offrire l’apertura del giornale.
´ «Non si crede più in un’idea», dice Paolo Bonolis alla Repubblica (27 gennaio).
E poi dicono che Bonolis non faccia più ridere.
´ «L’operazione politica dell’Unione che certo non è un Ulivo allargato in cui Rifondazione è stata relegata in uno strapuntino», dice Paolo Ferrero a Liberazione (27 gennaio).
Altro che strapuntino, le hanno dato il palco reale.
´ «È chiaro che, di qui al 2009, ci sarà una fase federativa, in cui saremo un’unione di fatto», dice Rosy Bindi all’Unità (26 gennaio).
La vecchia e gloriosa presidentessa dell’Azione Cattolica sta frequentando troppo Barbara Pollastrini: lo si capisce dal linguaggio.
´ «Del resto, quando un paese decide che una certa infrastruttura è strategica, non si capisce perché poi si debba gridare allo scandalo se lo Stato attraverso le proprie articolazioni interviene», dice Angelo Rovati alla Stampa (1 febbraio).
È una frase che acquista un senso più compiuto se la si personalizza un po’, e in particolare se si sostituisce a “paese” “Prodi” e a “Stato” “Bazoli”.
´ «Sulla riforma delle pensioni sento circolare troppe parole al vento», dice Tommaso Padoa-Schioppa alla Repubblica (25 gennaio).
Solo sulla riforma delle pensioni?
´ «L’unica riforma è avere detto no alla riformite», dice Giuseppe Fioroni alla Stampa (27 gennaio).
E “sì” alla controriformite.
´ «È così prolifico che non scrive bestseller, li sparge come forfora. Bestselling forfora», dice John Sutherland su Seven (28 gennaio).
Buona questa idea della forfora: per esempio Veltroni fa così con la politica. Non la propone, la sparge. Forfora di politica.
´ «Mi pare una pretesa eccessiva ripristinare un rigore nei costumi», dice Francesco Saverio Borrelli alla Repubblica (26 gennaio).
Da quando si occupa di giovanotti che si rincorrono in mutande, lo storico capo della procura di Milano è diventato lassista.
´ «È veramente paradossale che si vogliano imporre agli altri insegnamenti che non si riescono a praticare nella propria vita privata», dice Roberto Villetti all’Unità (2 febbraio).
Ecco perché non sentirete mai Villetti dire una parola contro l’onanismo.
´ «Saremo le guardie svizzere del programma dell’Unione», dice la pattuglia dei teodem al Riformista (2 febbraio).
Buona convivenza con i cosacchi del programma dell’Unione.
´ «C’è un consumo gigantesco di cocaina», dice Giuliano Amato sulla Repubblica (2 febbraio).
Che sia un attacco ben mirato ad ambienti dell’establishment?

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